“L’auto e il lavoro” e le nuove abitudini di mobilità

Sta facendo parlare di sè una recente ricerca promossa dal portale Automobile.it in collaborazione con l’istituto di ricerca GFK Eurisko intitolata “L’auto e il lavoro” e focalizzata sulle nuove abitudini di mobilità dei lavoratori italiani. L’attenzione rivolta a questo studio è dovuta ad alcuni dati interessanti, sebbene ancora minimi, relativi all’uso dell’auto privata, in calo rispetto al passato e a favore di nuove forme di modalità quali la bicicletta, i mezzi pubblici, il traporto a piedi; nonché il car sharing e, naturalmente, il noleggio auto.

 

I dati

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Nel 2014 le ricerche evidenziano la crescita dell’uso della bicicletta (+0,7%), degli spostamenti a piedi (+1,5%) e dell’uso del mezzo pubblico (+0,5%) a discapito dell’auto privata (-3,1%). Inoltre, i dati evidenziati da “L’auto e il lavoro” segnalano che il 55% degli intervistati utilizza l’auto personale almeno una o due volte a settimana per recarsi al lavoro; e il dato sale al 60% se si includono motivi professionali in senso lato. La prevalenza di questa nuova tendenza va ricondotta alle guidatrici (63%), mentre gli automobilisti si fermano al 58%. Gli uomini percorrono in media più strada, e questo ovviamente si riflette anche sul tempo trascorso alla guida per lavoro. Le ragioni per cui gli italiani ricorrano ancora all’automobile con questa frequenza sono state identificate, nel 59% dei casi, alla comodità; al 27%, la distanza da coprire e il risparmio di tempo. Al 23% troviamo il cattivo collegamento con i mezzi pubblici. Sull’ altro versante, quello degli svantaggi dell’uso della vettura privata, il 59% degli intervistati ha identificato il costo del carburante come il problema principale; mentre il 26% non ravvede alcun aspetto negativo. Al 16% figura il traffico e la difficoltà di trovare parcheggio. In buona sostanza, il 15% degli intervistati ha dichiarato di usare meno l’auto, mentre circa il 79% non ha riportato alcuna variazione.

 

Le forme alternative di mobilità

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In alterntiva all’auto, le statistiche ci dicono che il 43% va a piedi, il 18% in bicicletta, il 6% con i mezzi pubblici, il 4% prende il treno e altrettanti il car-sharing. I mezzi pubblici sono scelti solo dal 15% degli intervistati, ritenendo spesso il servizio carente. In aumento invece il numero di persone che si affida al car sharing e al noleggio a lungo termine. Quella del car sharing è una formula che si svilupperà soprattutto nelle grandi città, in risposta ai problemi di congestionamento del traffico, in virtù del fatto che è molto conveniente se si devono affrontare tragitti brevi o se si utilizza l’automobile sporadicamente. Tuttavia, questa formula risulta avere un alto costo sul lungo periodo; e in più ora risente del rischio di non ritrovare l’auto dove la si è parcheggiata e la scarsa copertura in tutte le città. Rimane una modalità di trasporto molto apprezzata dagli under 40, particolarmente attenti al discorso economico del mantenimento di un’auto privata. Per quanto riguarda, invece, le aziende private e le pubbliche amministrazioni il noleggio a lungo termine si rivela essere la formula preferita, soprattutto per la sua economicità: il fatto di poter usufruire del mezzo come se fosse di proprietà privata ha fatto sì che questa modalità, nel 2015, si stata adottata da circa 65.000 aziende private e 2.400 pubbliche amministrazioni.

 

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