10 giorni in Trentino Alto-Adige: dal lago di Braies alle Dolomiti

In questo road-trip di 10 giorni in Trentino Alto-Adige ci lasceremo alle spalle la routine quotidiana per immergerci nella natura più incontaminata, tra strade tortuose e panorami mozzafiato. A farci da cornice ci saranno le maestose vette delle Dolomiti, costellate da limpidi laghi alpini, antichi borghi e tantissime meraviglie naturali in grado di imprimersi per sempre nei nostri cuori. 

Da Trento, la città degli affreschi e dei portici, ci avventureremo lungo un percorso che toccherà luoghi iconici come il suggestivo Lago di Tovel, le spettacolari Cascate del Saent in Val di Rabbi e i rinomati Giardini di Castel Trauttmansdorff. Lungo il nostro cammino avremo l’opportunità di esplorare sentieri millenari che ci condurranno a luoghi sacri come l’eremo di San Romedio e ad emozionanti escursioni come il trekking fino al Rifugio Puez nella Val Gardena. 

Il nostro viaggio proseguirà verso il Lago di Braies e la Malga Fojedöra, per poi raggiungere la Marmolada e la Terrazza di Punta Rocca, da cui godremo di una vista panoramica spettacolare. I trekking continueranno con una splendida passeggiata da Malga Ciapèla, dove saremo costantemente circondati dalle nuvole.

Le Pale di San Martino, una delle tappe del nostro viaggio

Le Pale di San Martino, con la Baita Segantini, saranno un’altra tappa imperdibile del nostro itinerario, che ci porterà allo stesso tempo a visitare Cavalese, una delle località più importanti della regione. Infine faremo ritorno a Trento, dove potremo visitare le principali attrazioni della città, tra cui il MUSE – Museo della Scienza.

Questo road trip di 10 giorni è solo un assaggio di tutto ciò che il Trentino ha da offrire. Con i suoi paesaggi incantevoli, la sua ricca cultura e la sua squisita gastronomia, il Trentino è una destinazione ideale per chi ama la natura, l’avventura e la scoperta.

Giorno 1 – Lago di Tenno e Riva del Garda

Il nostro viaggio inizia nella città di Trento, il capoluogo della regione. Se avete prenotato un’auto a noleggio per intraprendere questo viaggio, recatevi subito presso l’ufficio di noleggio e sbrigate le pratiche di ritiro. Passate quindi presso il vostro alloggio per posare i bagagli e fare il check-in, viaggiare leggeri è sempre una buona idea! Siamo pronti per incamminarci verso la prima tappa del nostro viaggio.

Una colorata piazza di Trento

Una ricca colazione nella vivace atmosfera cittadina ci darà le energie necessarie ad affrontare il primo giorno di viaggio. Ci dirigiamo dunque verso il tranquillo Lago di Tenno, una perla incastonata tra le montagne che incanta con le sue acque turchesi. A seconda della stagione, le esperienze potranno essere molto diverse tra loro: quando l’acqua è più bassa è possibile fare il giro del lago agevolmente in circa 50 minuti, passando per un ponte sospeso molto emozionante. D’inverno il lago si tinge di bianco, regalando colori veramente unici, sebbene sia preclusa la possibilità di fare il bagno, cosa invece possibile in estate!

Proseguendo la nostra escursione, raggiungiamo Riva del Garda, una località rinomata per il suo incantevole affaccio sulle sponde del Lago di Garda. A seconda delle tempistiche, potrete pranzare o cenare in uno dei tanti ristoranti affacciati sul lago alla scoperta delle tradizioni culinarie locali. Una passeggiata lungo le rive del lago, ammirando i riflessi dorati del tramonto coroneranno questa prima giornata di viaggio.

Tipico scorcio di una passeggiata lungolago a Riva del Garda

Concludiamo la giornata facendo ritorno a Trento, dove potremo riposare in attesa delle tantissime meraviglie che il Trentino ci offrirà in questi 10 giorni di pura poesia.

Giorno 2 – Lago di Tovel e borghi di Caldes e Ossana

Dopo una sostanziosa colazione a Trento, partiamo verso una delle meraviglie naturali più affascinanti della Val di Non: il Lago di Tovel. In passato tinto di rosso dalla fioritura dell’alga Tovellia, ormai scomparsa, è un gioiello alpino famoso per i suoi colori mutevoli. Questo specchio d’acqua incantato, circondato dalle maestose Dolomiti, brilla di sfumature che vanno dal turchese al verde smeraldo, consentendoci scatti fotografici che non avranno bisogno di ulteriori ritocchi! 

Le acque verde smeraldo del lago di Tovel

Una bellissima passeggiata intorno al lago è sinonimo di pace e tranquillità, quanto più che, con una piccola deviazione, avremo la possibilità di visitare una bellissima cascata! Se siete appassionati di trekking vi consigliamo un sentiero spettacolare che porta alla Malga Tuena, dove vi sarà possibile pranzare grazie alle delizie che troverete in malga. Il percorso parte dalle rive del lago e, seguendo la segnaletica, arriverete alla malga attraversando un bellissimo bosco e dei verdi prati. L’escursione dura poco più di 3 ore e vi costringerà a rinunciare alla visita di Caldes, saltando direttamente alla tappa successiva.

ATTENZIONE: Se siete in viaggio nei mesi invernali, vi consigliamo di informarvi presso le autorità competenti circa la completa accessibilità al lago.

Lasciato il lago di Tovel, ci dirigiamo verso Caldes, un incantevole borgo termale situato in una splendida valle verdeggiante. Sarà un vero tuffo nel passato grazie alle sue stradine acciottolate, le antiche chiese e la sua atmosfera tranquilla. Qui è possibile visitare rapidamente un piccolo castello che, seppur modesto, è in grado di regalare qualche emozione, in particolare la piccola cappella esterna affrescata. Se sarete fortunati, potrete incappare in una delle tante mostre fotografiche di ottimo livello che vengono organizzate al suo interno.

Continuiamo il nostro percorso verso Ossana, un autentico scrigno di storia alpina. È considerato uno dei borghi più belli di tutta la regione e ce ne accorgeremo immediatamente passeggiando tra le sue stradine tortuose e ammirando gli antichi edifici pieni di storia. Il castello di San Michele merita certamente la visita, soprattutto per godere della sua incredibile vista sul paese e su tutta la vallata.

Ossana e il suo bel castello

Per concludere la giornata, ci godiamo una cena tradizionale in uno dei tanti ristoranti locali. Qui possiamo assaporare le delizie della cucina trentina e condividere le nostre esperienze di viaggio. Rientrando nelle nostre sistemazioni per la notte, verremo cullati dalla tranquillità di Ossana, pronti ad affrontare nuove avventure durante il prossimo giorno di viaggio.

Giorno 3 – Cascate del Saent

Il terzo giorno del nostro viaggio in Trentino-Alto Adige ci porta alla scoperta di una delle sue meraviglie naturali più suggestive: le Cascate di Saent, immerse nell’incantevole Val di Rabbi.

Per raggiungere le cascate è necessario percorrere un sentiero che, in circa un’ora, vi porterà alla base della cascata. Il sentiero è adatto a tutti, compresi i bambini, che troveranno diversi giochi ad attenderli, assieme ad un’area pic-nic ben attrezzata dove potremo passare una splendida mattinata immersi in un luogo incantevole.

L’imponente scroscio delle cascate del Saent

Il percorso è inizialmente molto dolce, per poi farsi più ripido dopo il primo salto (sono tre in tutto). Durante la passeggiata avremo anche l’opportunità di scegliere tra due percorsi, una strada mulattiera ed un sentiero attraverso il bosco. Entrambi i sentieri si ricongiungono alla base della cascata. Continuando la risalita, uno splendido ponte di legno ci consentirà l’attraversamento della cascata e la discesa dal lato opposto.

ATTENZIONE: Arrivando entro le 9.45 è possibile lasciare la macchina nell’apposito parcheggio, altrimenti sarà obbligatorio prendere lo Stelviobus, che propone corse ogni 15 minuti.

Dopo aver trascorso la giornata immersi nella natura incontaminata della Val di Rabbi, facciamo ritorno ad Ossana per continuare ad esplorare le sue pittoresche stradine e i suoi tesori nascosti.

Se abbiamo abbastanza tempo, potremo fare una breve escursione nei dintorni del paese, magari lungo qualche sentiero panoramico alla scoperta di viste mozzafiato sulle montagne circostanti.

Cena leggera per non appesantirsi troppo in vista di un quarto giorno all’insegna di nuove camminate ed escursioni uniche.

Giorno 4 – San Romedio e Canyon Rio Sass

Dopo una colazione energizzante ad Ossana, ci dirigiamo verso l’ennesimo capolavoro della Val di Non: il sentiero che conduce all’eremo di San Romedio.

Parcheggiamo a Sanzeno e ci incamminiamo lungo lo spettacolare sentiero scavato nella roccia che si snoda attraverso uno splendido canyon, tra boschi rigogliosi e panorami mozzafiato. Il sentiero è pianeggiante e adatto a tutti, compresi i bambini, e ha una lunghezza di 2,7 chilometri.

Dopo circa 50 minuti di cammino, una brevissima salita ci porta al cospetto dell’imponente eremo incastonato nella roccia, un luogo sacro che trasuda storia e spiritualità. Percorrendo tutti gli scalini del santuario fino in cima, potremo ammirare dall’alto lo sperone di roccia di 90 metri su cui è costruito. Una vista mozzafiato a dir poco imperdibile.

L’eremo di San Romedio nascosto nella nebbia

Importante sapere che, appena fuori dalla struttura, in un’area appositamente protetta, è possibile osservare (con un po’ di fortuna) Bruno, l’orso ospite del Santuario di San Romedio sin dal 2013. Una splendida storia lega da sempre gli orsi a questo eremo incantevole, non mancate di scoprirla!

Per chi ama le emozioni più intense, un’alternativa avvincente per il pomeriggio è l’esplorazione del Canyon Rio Sass. Da Fondo, ci dirigiamo verso questa meraviglia naturale che ci offre un’avventura unica tra pareti rocciose e corsi d’acqua cristallina. Il percorso di circa 2,5 km richiede circa due ore e, una volta entrati nel canyon, ci sentiremo come in un mondo a parte, circondati dalla bellezza selvaggia della natura tra stalattiti, fossili e minerali unici.

Per passare la notte facciamo rotta verso Bolzano. Questa scelta ha il vantaggio di farci risparmiare qualche chilometro l’indomani, senza contare che ci permetterà di visitare la rinomata città di Bolzano, un vero e proprio gioiello.

Veduta aerea della città di Bolzano

Una cena all’insegna della gastronomia locale sancirà la fine di questa splendida giornata, non senza prima effettuare una passeggiata digestiva alla timida scoperta dell’architettura di Bolzano e delle sue eleganti piazze ricche di storia. Già che ci siete, scegliete il bar in cui fare colazione domattina!

Andiamo dunque a dormire pregustando le emozioni che ci aspettano durante il quinto giorno di viaggio, giro di boa del nostro tour del Trentino Alto-Adige, tutto dedicato alla botanica!

Giorno 5 – Giardini di Castel Trauttmansdorff

Sveglia! Facciamo rotta verso Merano, a circa 30 minuti di distanza da Bolzano. Nello specifico, siamo qui per visitare gli incredibili Giardini di Castel Trauttmansdorff.

I Giardini di Castel Trauttmansdorff sono un vero e proprio paradiso botanico che si estende su una superficie di 12 ettari, proponendo una varietà incredibile di piante provenienti da tutto il mondo. Un’esplosione di colori e profumi che danno vita a 80 diversi ambienti botanici, tra giardini tematici, laghetti e terrazze panoramiche. Potremo scoprire piante esotiche provenienti da ogni angolo del mondo e lasciarci incantare dalla bellezza di questo luogo magico.

Castel Trauttmansdorff

Viste le tantissime attività presenti, compresi degli interessantissimi percorsi didattici per i più piccoli, la visita ai giardini può richiedere anche più di 5 ore di tempo! Il fascino di questo luogo, perfettamente curato e sapientemente organizzato, è in grado di regalare stupore e sorrisi per molte ore. Il tempo qui sembrerà volare.

Dopo aver carpito tutti i segreti della botanica, facciamo ritorno a Bolzano. Spendiamo il resto del pomeriggio alla scoperta di alcune delle tante attrazioni che questa città ha da offrire.

Le tipiche architetture di Bolzano

Se siete appassionati di arte, o semplicemente avete voglia di vedere qualcosa di unico, il nostro suggerimento è quello di fare una visita alla Chiesa dei Domenicani. All’interno della chiesa, potrete ammirare uno splendido ciclo di affreschi, opera della scuola di Giotto, oltre a numerose opere d’architettura variegata, dal gotico al rococò.

È ora di fare un tuffo nel passato remoto: andiamo a fare visita all’uomo “più vecchio” del mondo presso il Museo Archeologico dell’Alto Adige! Qui è infatti conservata la più antica mummia naturale mai rinvenuta, il celebre Ötzi, meta di migliaia di visitatori ogni anno.

La storia di questo nostro simpatico antenato dagli occhi marroni ebbe inizio 5.300 anni fa quando, per cause a noi sconosciute, rimase vittima di una freccia scoccata da una distanza di circa 100 metri che lo colpì ad una spalla. Non sappiamo chi fu a scoccare quella freccia, sta di fatto che, eccessivamente provato dalla ferita, l’uomo di accasciò sulla neve senza più rialzarsi. 

Ricostruzione di Ötzi

Il ghiaccio ha poi fatto il resto, fungendo da capsula del tempo fino al 1991, anno della sua scoperta. Questa, non solo ci consentì di studiarne il dna e quindi le sue origini (Medio Oriente) e predisposizioni genetiche, ma ci permise anche di progredire moltissimo nella comprensione della cultura del tempo. Insieme a lui furono infatti rinvenuti moltissimi attrezzi e reperti vari, tra cui un’ascia di bronzo che, fino a quel momento, credevamo appartenere ad un’epoca ben più recente.

Dopo questa bella lezione di storia, possiamo finalmente pensare alla cena! Le location tra cui scegliere sono tantissime, da Piazza Walther a Piazza del Grano, senza contare tutte le eleganti strade porticate che si snodano lungo tutta la città.

Siamo dunque arrivati a metà del nostro viaggio, finora decisamente rilassante. Ma non preoccupatevi, da domani si inizia a faticare. Ci aspettano grandi avventure e tante camminate all’insegna del Trentino più autentico e selvaggio. Presto, a nanna!

Giorno 6 – Val Gardena e Rifugio Puez

Come dicevamo qualche riga fa, oggi si fa sul serio. Dopo aver ammirato i tesori artistici e architettonici di Bolzano, oggi ci immergiamo nella bellezza selvaggia delle Dolomiti. La nostra destinazione è il Rifugio Puez, situato in un suggestivo anfiteatro roccioso nel cuore del Parco Naturale Puez-Odle.

Ci dirigiamo dunque a Passo Gardena, a 2.121 metri di altitudine, luogo di partenza del nostro sentiero. Da qui dovremo seguire le indicazioni del percorso 2, un sentiero che si snoda tra rocce e ghiaie, in grado di regalare scorci sempre nuovi sulle montagne circostanti. Attraverseremo pascoli fioriti e piccoli ruscelli, costantemente immersi nella quiete della natura.

L’incredibile vista dal Passo Gardena

Dopo un centinaio di metri d’ascesa raggiungiamo il Rifugio Jimmy. Da qui il sentiero sale più ripido verso la Forcella Cier, che raggiungeremo dopo circa un’ora di cammino. La fatica è ben ricompensata dal panorama che si apre davanti a noi: un mare di cime dolomitiche che si perdono all’infinito.

Dalla Forcella Cier il sentiero prosegue con una leggera discesa, prima di tornare a salire verso la Forcella de Crespeina, che raggiungeremo dopo circa 30 minuti. Da qui, il nostro consiglio è quello di fare una deviazione sul sentiero 2A che, in circa un’ora, ci porterà alla cima del Sas Ciampac. Dalla cima prenderemo a scendere verso la Forcella de Ciampei, dove ci ricongiungeremo con il nostro sentiero originario. Questa deviazione la faremo solo all’andata e allungherà la nostra passeggiata di circa mezz’ora.

Finalmente, dopo altri 40 minuti di cammino, raggiungiamo il Rifugio Puez. Ci accoglie un’atmosfera calda e accogliente, tipica dei rifugi di montagna. Ci godiamo un meritato pranzo con piatti tipici trentini e ci rilassiamo ammirando il panorama mozzafiato che ci circonda.

Rifugio Puez

Il primo pomeriggio è dedicato al relax, ce lo meritiamo! Possiamo poi esplorare i dintorni del rifugio, facendo ad esempio una passeggiata lungo il sentiero che porta al Lago de Crespeina.

Ricaricate le energie, siamo pronti per tornare al punto di partenza. La discesa sarà più rapida e in tutto impiegheremo circa 6 ore tra andata e ritorno.

In serata, probabilmente, non avremo le forze per fare altro. A letto presto, dunque, ma non senza prima aver provato un buon piatto di canederli!

Giorno 7 – Lago di Braies e Malga Fojedora

La nostra prima destinazione di giornata prevede circa un’ora e mezza di viaggio: non troppo, ma nemmeno troppo poco. Ci svegliamo dunque con i primi raggi di sole e ci prepariamo a salutare Bolzano, magari davanti a una ricca colazione.

Puntiamo quindi una delle attrazioni più incantevoli dell’intera regione, il Lago di Braies, forse il lago più celebre di tutto l’arco alpino.

Il lago di Braies circondato da spettacolari montagne

Questo lago è in grado offrire un’esperienza da sogno in qualunque stagione decidiate di visitarlo. D’estate potrete ammirare i colori vivaci della natura riflessi nelle limpide acque, d’inverno sarete catturati da un paesaggio immacolato, decorato da splendide luminarie natalizie. In primavera sarà già possibile navigare le acque color smeraldo del lago, mentre col freddo potrete attraversarlo a piedi, stando attenti a non scivolare sul ghiaccio!

Tutto intorno al lago, un florilegio di vette alpine spettacolari. I tanti sentieri che si snodano lungo il suo perimetro vi permetteranno di ammirare il lago da diverse angolazioni e altezze, offrendovi la possibilità di scattare foto spettacolari. 

Il consiglio che vi diamo è quello di prenotare il parcheggio il giorno prima. Una volta che avrete comunicato la targa dell’auto, la sbarra del parcheggio si aprirà automaticamente al vostro arrivo.

Dopo un consiglio, aggiungiamo un piccolo avvertimento. La bellezza di questo lago attrae per ovvi motivi moltissimi turisti da ogni parte del mondo. Se viaggiate ad agosto o nei giorni di festa a cavallo del capodanno, aspettatevi molto caos.

Il consiglio di arrivare molto presto la mattina possedeva una duplice funzione: da un lato ci consente di anticipare il principale flusso turistico, dall’altro ci lascia il tempo di effettuare una splendida escursione. 

Una gita in barca sul lago di Braies

Proprio dalla sponda occidentale del lago di Braies è possibile incamminarsi verso la Malga Fojedora, un alpeggio situato a circa 2.118 metri di altitudine, a circa 3 ore di cammino dal lago. Il percorso non è particolarmente complicato ma, essendo tutto in salita, potrebbe risultare faticoso, soprattutto nel più ripido tratto finale.

Il tratto iniziale di questa passeggiata costeggia il lago fino ad arrivare ad una bella spiaggetta. Questi primi minuti ci consentiranno di ammirare la celebre Croda del Becco, una cima alpina che precipita dritta nel lago creando uno spettacolo senza pari. 

Da qui inizieremo a salire dolcemente seguendo la comodissima forestale numero 19, che ci permetterà di attraversare la Val Foresta fino a raggiungere Malga Foresta (circa 30 minuti). Fin qui il percorso è adatto a tutti, passeggini compresi. 

Se il tempo e le energie non vi mancano, allora dovete proseguire. Un tratto di leggeri saliscendi ci portano all’imbocco della salita più dura, in corrispondenza della baita Alte Kaser Alm (m.1751). 

Il sentiero diventa improvvisamente più impegnativo e soprattutto molto più ripido. Nulla di pericoloso, ma indubbiamente molto faticoso. Anche se vi sembrerà di non arrivare mai, prima o poi, seppur stremati, avvisterete la malga. La bellezza del luogo unita al sollievo, renderanno questo momento speciale.

Vista sulla Malga Fojedora

Il meritato riposo può essere accompagnato dalla degustazione dei prodotti tipici che vengono prodotti in malga, un’esperienza imperdibile.

Ricaricate le energie ci attendono circa due ore e mezza di discesa per tornare al punto di partenza, da cui poi ripartire per raggiungere il nostro prossimo alloggio, la splendida cittadina di Badia, a circa 1 ora dal lago.

Giorno 8 – Marmolada

L’ottavo giorno di viaggio ci porta alla scoperta del più celebre gruppo montuoso di tutte le Alpi, la Marmolada. Non a caso definita “La Regina delle Dolomiti”, le sue cime sono in grado di lasciare a bocca aperta chiunque si pari al loro cospetto.

Una volta raggiunta Malga Ciapèla, una comoda funivia sarà in grado di portarci in cima a Punta Rocca (m. 3265), dove potremo ammirare uno dei panorami più spettacolari al mondo. La terrazza è raggiungibile da chiunque, non presentando alcuna barriera architettonica.

La valle che ospita Malga Ciapela

Lungo la funivia avremo la possibilità di effettuare delle tappe intermedie. Una di queste ci consentirà di visitare il “Museo Marmolada della Grande Guerra 3000 m”, un museo da poco rinnovato che ospita cimeli e storie della grande guerra, vissute proprio in quei luoghi.

È il museo più alto d’Europa e in estate offre la possibilità di esplorare gallerie e camminamenti usati in tempo di guerra seguendo una piccola ferrata. L’esperienza si completa in circa un’ora e mezza e noi la consigliamo vivamente.

La Regina delle Dolomiti

Sulla Marmolada ci sono molti percorsi che ci porteranno a camminare su ghiacciai e sentieri mozzafiato. A proposito di ghiacciai, il cambiamento climatico ha fatto sì che negli ultimi anni quello della marmolada (stessa sorte di quasi tutti i ghiacciai alpini) si sia ritirato quasi per metà. Ogni anno perde circa 5 ettari di profondità e il processo pare inarrestabile. Questi luoghi sono in grado di sensibilizzarci su tematiche altrimenti intangibili, generalmente lontane dai nostri occhi, stimolando riflessioni profonde sui nostri atteggiamenti verso la natura.

Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso Cavalese, a circa un’ora di macchina, celebre meta di villeggiatura estiva e invernale, dove potremo goderci il meritato relax.

CUCINA
TIPICA

Val di

Fiemme

Finora abbiamo ammirato splendide architetture, calpestato ghiacciai millenari, nuotato dentro laghi fiabeschi. Abbiamo faticato, riso e scherzato. È finalmente ora di parlare di cibo.

La cucina del Trentino Alto-Adige risente delle influenze culinarie delle regioni limitrofe, in particolare di quella altoatesina, di tradizione tipicamente austriaca. Inoltre, essendo il suo territorio immerso nell’arco alpino, la gastronomia trentina è caratterizzata dagli ingredienti della cucina povera montana.

Le patate sono alla base di moltissimi piatti tipici, come ad esempio i tortei di patate, delle squisite polpette di patate grattugiate e fritte, consumate come antipasto o come secondo. Sono considerate il piatto più tipico delle valli di Non, Sole e Fiemme. Ordinatele, non ve ne pentirete!

Un altro piatto tipicamente trentino è la minestra da orz, una zuppa d’orzo tipica della tradizione contadina, nonché una delle zuppe più gustose d’Italia! Il suo sapore ricco è frutto di una moltitudine di ingredienti locali, uniti ad una lenta cottura in grado di renderla morbida e cremosa.

Tra i tanti salumi tipici della regione, quello che vi consigliamo di provare è la Mortandela, che non troverete altrove. È un salame costituito dalle parti nobili del maiale, poi avvolto in farina di grano saraceno. È un presidio Slow Food della Val di Fiemme, a Cavalese non mancherà occasione per assaggiarlo.

Una delle più grandi tradizioni culinarie del Trentino è costituita dai formaggi. In particolare, proprio nella Val di Fiemme si trova la cosiddetta “Strada dei formaggi delle Dolomiti”, un percorso che attraversa la valle e che riunisce tutti i produttori caseari della regione, promuovendone i prodotti tramite una moltitudine di eventi sparsi lungo la valle.

A Cavalese non potrete non assaggiare il Caprino di Cavalese, un formaggio di capra rinomato in tutta Italia, che qui potrete gustare nel suo sapore più autentico. Altri formaggi tipici della zona sono il Val di Fiemme, il Dolomiti e il Fontal. Non ci resta che augurarvi “Buon appetito”!

Giorno 9 – Pale di San Martino e Passo Rolle

Dopo averle ammirate da lontano nella giornata di ieri, quest’oggi ci spingiamo fin sotto le Pale di San Martino. Questa incredibile formazione montuosa non ha bisogno di presentazioni. Sono le protagoniste di tantissime cartoline alpine e una delle geometrie più iconiche della natura.

Le inconfondibili Pale di San Martino

Per gustarne la vista al meglio, percorreremo uno dei sentieri più belli della zona, il trekking del Cristo Pensante. Un tragitto piuttosto semplice che, in circa 2 ore, ci consentirà di raggiungere un punto panoramico favoloso da cui ammirare le Pale di San Martino in tutto il loro splendore.

Suggestivo dettaglio delle tre pale

Ci dirigiamo dunque al Passo Rolle, da dove seguiamo le indicazioni per la Capanna Cervino e la Baita Segantini, una delle mete più celebri delle dolomiti. Il sentiero è un ampio sterrato che non presenta particolari difficoltà, rendendolo adatto praticamente a tutti.

Dalla Baita Segantini proseguiamo verso la statua del Cristo Pensante, poco prima della cima del monte Castellazzo. Una volta giunti in cima, ci si apre un panorama a dir poco unico. In un colpo solo potremo ammirare moltissime delle celebri vette del complesso delle Pale di San Martino.

Una delle emozionanti vedute del Passo Rolle

Per ridiscendere al punto di partenza potremo ripercorrere la strada effettuata all’andata, oppure, se siete più preparati, potremo imboccare una delle “scorciatoie” che riportano direttamente al Passo Rolle. Valutate in base alla vostra preparazione.

Se non siete ancora sazi di avventura, il punto informazioni vi offrirà tutto il materiale e i consigli migliori per spendere il resto della giornata immersi nella natura incontrastata del parco. Una volta fatta scorta di emozioni ed esperienze indimenticabili, potremo fare ritorno a Cavalese, dove ci attende una cena coi fiocchi…

Giorno 10 – Da Cavalese a Trento

Il nostro viaggio in Trentino volge al termine, ma prima di lasciare questa regione meravigliosa, abbiamo ancora un giorno da dedicare alle sue bellezze.

Cavalese, centro amministrativo, culturale e storico della Val di Fiemme

In mattinata possiamo goderci ancora un po’ la tranquillità dei dintorni di Cavalese, percorrendo uno dei tanti sentieri che si snodano tra boschi e vallate incontaminate. Poco prima di pranzo facciamo nuovamente rotta su Trento, alfa e omega del nostro road trip.

Una volta arrivati a Trento facciamo visita al MUSE – Museo della Scienza, un’istituzione moderna e interattiva che offre un viaggio attraverso la storia della scienza e della tecnologia. Qui possiamo ammirare tantissime esposizioni, interagire con gli esperimenti e scoprire i segreti della natura e dell’universo. È una tappa d’obbligo se siamo in viaggio con dei bimbi, si divertiranno tantissimo!

Il tempo stringe, la partenza è vicina. Ne approfittiamo per fare un giro per le strade del centro storico di Trento, passeggiando tra antichi portici, eleganti piazze e chiese piene di storia. È d’obbligo una sosta nella maestosa Piazza Duomo e, se vi avanza un po’ di tempo, una visita al Palazzo Pretorio o al Castello del Buonconsiglio.

Il MUSE – Museo della Scienza di Trento

Concludiamo il nostro viaggio in Trentino con una cena d’addio, certamente amara per la tristezza di dover ripartire da un luogo tanto magico quanto accogliente. Sono stati 10 giorni indimenticabili che certamente porteremo nel cuore per sempre. In ogni caso, il Trentino ha ancora molto da offrire e siamo certi che dopo questo viaggio vorrete tornare presto a visitarlo.

Non ci resta che augurarvi buon viaggio e… al prossimo road trip!

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