Alla scoperta di Lampedusa – L’isola che…c’è!

Di Giancarlo Angilella

“Com’è bello far l’amore da Trieste in giù, …”. D’accordo, conosciamo tutti la canzone. Ma vi siete mai chiesti se “Trieste” e quel “giù” corrispondono veramente alle estremità della nostra penisola? Insomma, la Carrà nazionale cerca di convincerci da un paio di decenni ormai, che è fondamentale fare l’amore con la persona che desideriamo e non conta né come, né dove, l’importante è che sia entro i confini nazionali. Ma se il punto più settentrionale dell’Italia non è di certo Trieste e che la città della Bora sia stata scelta per ragioni musicali, il punto più a sud qual è? Dov’è che finisce quel “giù?”

Con una lunghezza di 12 km e con una larghezza di appena 3, Lampedusa è il centro abitato più meridionale dello Stato Italiano. Infatti, dista 205 km dalle coste siciliane ed è l’isola più estesa dell’arcipelago delle Pelagie. L’isola gode di una vegetazione tipicamente mediterranea, mentre il meraviglioso mare che la circonda è popolato da una grande varietà di specie ittiche, da sempre fonte di sostentamento, insieme al turismo, degli abitanti stessi di Lampedusa.

La bellezza dell’isola sta sicuramente nella sua autenticità selvaggia, in cui spiagge e natura non sono state ancora del tutto prese di mira dall’uomo. Sono tantissime le calette, le rientranze e le grotte della scogliera, perfettamente visitabili con una piccola imbarcazione a noleggio.

Ed è proprio dal mare che si riesce a respirare a pieni polmoni tutta la bellezza paesaggistica dell’isola. Si parte da un porticciolo e, procedendo verso ovest, si incontra la spiaggia della Guitgia. Il tratto di costa successivo è tutto un susseguirsi di punte e cale: Cala Croce e Cala Madonna, Cala Greca e Cala Galera con la sua meravigliosa grotta. Infine si arriva alla spiaggia più famosa e più bella: l’isola dei Conigli. Essa dista poche decine di metri dalla costa, dove un tempo Domenico Modugno trascorreva le sue vacanze e dove morì nel 1994. La spiaggia dei Conigli è oggi uno dei pochi siti del Mediterraneo in cui le tartarughe marine depongono le uova.

Effettuato il giro di capo Ponente, si fronteggia il versante settentrionale dalle coste alte, frastagliate e poco accessibili, ma sempre spettacolari. E’ in questa parte dell’isola che ha inizio un tratto di costa ricco di segrete insenature e anfratti nascosti, dove avvengono suggestivi giochi tra la luce del sole e l’azzurro del mare.

Ma il nostro giro non finisce qui: doppiato il capo Grecale si giunge a Cala Calandra, dove il mare è quasi sempre calmo, Cala Greta e Cala Pisana, frequentatissime dai sub attratti dalla varietà della fauna ittica.

A noi non resta altro di invitarvi a dimenticare l’enorme confusione mediatica del 2009 dovuti ai flussi di immigrati, e farvi trasportare dall’incredibile energia che questa terra emana dai propri pori.

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