#Italiaontheroad – Vercelli, un tesoro sotto le alpi.

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

In questa nuova tappa del suo lungo viaggio, #Italiaontheroad, la nostra iniziativa di promozione del territorio, vi porta in una località forse non tra le più conosciute in Italia: la provincia di Vercelli. Situata a nord est del Piemonte e dominata dal massiccio del Monte Rosa, essa si sviluppa lungo l’intero corso del fiume Sesia, rinomato per la sua pescosità ma anche per le sue rapide, che entusiasmano e richiamano appassionati di sport fluviali da tutto il mondo. Paesaggi suggestivi e completamente differenti si rincorrono dalla verdeggiante montagna alla collina, sino alla vista a perdita d’occhio che si gode dalla pianura, dove le catene montuose incorniciano il colorato paesaggio di risaia. Tuttavia, sono tanti i motivi per visitare la provincia di Vercelli: dai parchi alle riserve, dall’offerta sportiva a quella culturale della tradizione, dell’artigianato, delle chiese e dei musei. Partiamo alla scoperta della Bassa Vercellese in un viaggio a due parti a cura dell’Agenzia di accoglienza e promozione Turistica Locale della Valsesia e del Vercellese (facebook, twitter). Siete pronti? Partiamo!

 

On the road: cosa è assolutamente vietato perdersi una volta saliti in macchina?

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

Storia, grandi opere d’arte, gastronomia e tradizione: Vercelli è tutto questo! Una città che sa stupire con le sue ricchezze artistiche e il suggestivo ambiente che la circonda. Passeggiare per Vercelli significa attraversare visivamente e artisticamente la sua storia: chiese, palazzi, porticati e le opere custodite nei quattro importanti Musei cittadini raccontano la storia di questa cittadina dall’epoca romana a quella moderna. Imperdibili le tappe alla Basilica di Sant’Andrea, il simbolo della città, e alla Cattedrale di Sant’Eusebio, contenente un crocifisso monumentale di epoca ottoniana.

Tutt’intorno alla città, un territorio dall’affascinante e suggestivo paesaggio, incorniciato dalle imponenti catene montuose sullo sfondo, che in primavera offre a chi lo attraversa l’inconfondibile spettacolo del “mare a quadretti”, quando le risaie allagate si trasformano in brillati e colorati specchi d’acqua, popolati da una ricca avifauna, punteggiate da antiche cascine e interrotte in alcuni casi da Aree Protette e Riserve Naturali.

Nel cuore delle Grange, e più precisamente nell’area del Bosco delle Sorti della Partecipanza (unica testimonianza storico-ecologica di un tipico bosco pianura ormai in estinzione) spicca il Principato di Lucedio: antica Abbazia fondata nel 1123 dai monaci cistercensi e sottoposta nel corso dei secoli a numerosi passaggi di proprietà, l’attuale Principato di Lucedio è una moderna azienda agricola che tuttavia ha saputo conservare gli ambienti medievali che la caratterizzavano, aprendoli al visitatore che desideri farsi catturare dal loro fascino e dalla loro storia: superata la cinta fortificata è possibile infatti ammirare ancora la Chiesa del Popolo, la Chiesa Abbaziale, il singolare campanile (ottagonale nella parte superiore ma quadrato alla base) e la Sala capitolare.

 

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

L’esperto suggerisce: un tesoro nascosto che purtroppo solo i locali conoscono!

Pochi sanno che Vercelli ospita una piccola “cappella Sistina”: la Chiesa di San Cristoforo. S. Cristoforo è un complesso monumentale in pieno centro, che custodisce un patrimonio di opere pittoriche del ‘500 di inestimabile valore e immenso interesse culturale. L’edificio, che ha mantenuto l’originaria struttura a tre navate, conserva al proprio interno un’eccellente balaustra a marmi policromi eseguita su disegno di Filippo Juvarra. Ma il fulcro di questa chiesa sta nel meraviglioso ciclo di affreschi realizzato da Gaudenzio Ferrari che illumina le cappelle del transetto alla fine delle navate laterali. Davvero imperdibile!

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

Ultima chicca: presso la Biblioteca Capitolare è conservato il Vercelli Book, uno dei più antichi codici in lingua anglosassone finora conosciuti, il cui arrivo a Vercelli risulta ancora incerto. Risalente al X secolo e composto da centotrentasei fogli in pergamena, il Vercelli Book contiene 23 omelie in prosa (11 delle quali attestate solo nel Vercelli Book) concernenti importanti solennità della Chiesa e 6 componimenti poetici; per questa ragione risulta una preziosa testimonianza linguistica. Presso il Museo del Tesoro del Duomo è possibile vederne una copia anastatica.

 

Consigli sulla viabilità: quali sono le strade più panoramiche da percorrere e quali invece da evitare per il traffico?

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

Il Territorio della Bassa Vercellese è collegato a quello valsesiano, ubicato più a nord, dalla SS594, che taglia verticalmente la provincia e che dal paese di Lenta si apre sull’esteso passaggio di risaia. Ma la strada panoramica più conosciuta è la SP1, comunemente definita con il nome di “Strada delle Grange”: è la via che collega Larizzate, frazione di Vercelli, a Crescentino (località che si trova al limitare della provincia verso Torino) attraversando il territorio delle Grange, ovvero l’area in cui un tempo sorgevano antiche unità abitative e centri agricoli che rappresentarono uno strumento determinante nel processo di trasformazione di una zona incolta in terreno arabile; la sola abbazia di Lucedio possedeva ben 6 grange: Montarolo, Montarucco, Castelmerlino, Ramezzana, Darola, Leri-Cavour. Quest’ultima località, ancora oggi visibile come le altre, era in passato il bueno retiro del Conte Camillo Benso, il grande fautore dell’Unità d’Italia.

Una curiosità: lungo la strada delle Grange, con una piccola deviazione all’altezza di Lignana si raggiunge Tenuta Veneria, set del celebre film neorealista Riso amaro del regista Francesco De Santis.

 

Se non ora quando?: quali sono i migliori periodi dell’anno per visitare la vostra zona?

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

Il periodo migliore per godere di quanto offre l’ambiente delle risaie e delle riserve naturali della bassa vercellese, magari avventurandosi in una bella biciclettata alla portata di tutti, è sicuramente quello che va dalla primavera all’autunno.

In aprile l’allagamento delle risaie crea un’atmosfera magica; in estate, i colori dominano incontrastati e l’oro delle risaie viene interrotto qua e là dalle verdi aree dei parchi; in autunno, il clima piacevole si accompagna al fermento delle risaie, in piena raccolta. Inoltre, è proprio in questi mesi dell’anno che le Riserve Naturali rinascono, non solo di animali e vegetazione bensì anche di attività per i visitatori: visite guidate, escursioni notturne, uscite fotografiche, spettacoli teatrali itineranti, passeggiate letterarie, laboratori artigianali legati al recupero di materiali o alla produzione di manufatti tradizionali…

 

Usi e costumi: quali feste tradizionali o sagre sono assolutamente imperdibili?

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

Quando si pensa a festa, divertimento e tradizione, non si può non pensare al Carnevale! In provincia di Vercelli questo periodo dell’anno è molto sentito e caratterizzato da feste, veglioni e pranzi tradizionali . Tra i Carnevali più famosi per le sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati ci sono il Carnevale di Vercelli e quello di Santhià.

Con la fine del Carnevale arriva la primavera, con il suo clima mite e ideale ad accogliere le prime feste di paese, fiere e sagre. Tra le tante iniziative tradizionali, vanno annoverate la Corsa dei Buoi di Caresana e quella di Asigliano, che si tengono in occasione delle rispettive feste patronali (ad aprile e a maggio) e che si sono tramandate nei secoli.

Appena prima dell’estate (maggio-giugno) a Vercelli si svolge La Fattoria in Città: un’iniziativa che da più di dieci anni avvicina il pubblico al lavoro, alla tradizione, alla gastronomia, agli animali della fattoria e al mondo contadino. Il Castello di Buronzo nel mese di giugno ospita la Festa del Riso di Baraggia, che coniuga la tradizionale festa di paese alla promozione del Riso di Baraggia, unico riso DOP d’Italia.

In estate, Vercelli ospita le 3 Sagre della Panissa, della Rana e dell’Agnolotto (agosto e settembre), mentre nei paesi circostanti si tengono feste patronali, gastronomiche e della birra.

Ma Vercelli è anche città di arte e musica: non mancano ogni anno le rassegne museali e teatrali, le visite guidate alla Sinagoga cittadina e le rassegne musicali, come il Viotti Festival (agosto-maggio), la Stagione Concerti della Società del Quartetto o il Concorso Internazionale di Musica “Gian Battista Viotti” (ottobre/novembre)

 

Pic-nic: quali sono le specialità da gustare solo e soltanto nelle trattorie tipiche?

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

I sapori della gastronomia vercellese sono sapori semplici, decisi e genuini, tipici della tradizione contadina. Alla base di questa gustosa eredità c’è il riso, ingrediente versatile che trionfa nella Panissa – il più tipico dei risotti vercellesi, arricchito di fagioli, cotiche, battuto di lardo, aromi e salam d’la duja – e nelle svariate proposte di risotti che potrete gustare nei ristoranti locali.

Ma altrettanto gustosi sono i piatti vercellesi non a base di riso, come la fagiolata, piatto tipico del periodo carnascialesco (la più grande d’Italia si tiene a Santhià, vicino a Vercelli), o le rane, cucinate nei modi più svariati. E per chiudere in bellezza un pasto, chiedete una tartufata: una torta di panna e crema, con la base guarnita da granella di nocciole, ricoperta da vaporose sfoglie di cioccolato spolverate con zucchero a velo.
Non avete già il languorino?

 

Ultima offerta: una particolarità che nessun’altra regione italiana può vantare!

Vercelli

Foto: Atlvalsesiavercelli.it

Oltre a essere Capitale Europea del Riso, Vercelli è anche una tappa fondamentale della Via Francigena, un Itinerario Culturale Europeo che negli anni ha iniziato a richiamare l’attenzione di fedeli o semplici camminatori amanti del “turismo slow” e del “viaggio”. In epoca Medievale Vercelli rappresentava un importante centro di passaggio sia per i pellegrini che andavano a Roma sia per i mercanti che viaggiavano in tutta l’Europa per i loro affari. Proprio per questa massa di persone in transito si sviluppò una solida struttura ospedaliera e un ramificato sistema di strade. Oggi su Vercelli convergono 2 itinerari: quello proveniente dalla Val d’Aosta, che propone due percorsi alternativi, e quello dal Moncenisio, a sua volta suddiviso in tre percorsi alternativi.

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Foto: Atlvalsesiavercelli.it

Il viaggio di Italiaontheroad continua! Quali sono i luoghi della provincia di Vercelli che vi piacciono di più? Quali le mete che consigliate di visitare? Lasciate una vostra opinione o un commento sulle nostre pagine Facebook, Twitter o Google+ …vi aspettiamo!

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