5 luoghi magici da vedere a Roma

La città di Roma vanta un patrimonio storico/artistico sconfinato: oltre 900 chiese, migliaia tra musei, monumenti e palazzi di impareggiabile valore storico presenti ad ogni angolo della città. Se a questi aggiungiamo le decine di parchi e ville incantevoli, si stima che a Roma esistano circa 25.000 luoghi di interesse ambientale e archeologico. Probabilmente, non basterebbe una vita intera per visitarli tutti.

Tra questi, ne esistono alcuni che sono più nascosti, spesso ignorati dai principali itinerari turistici, luoghi incantati che si celano agli occhi dei visitatori meno attenti. Il viaggio che vi proponiamo oggi vi porterà alla scoperta di 5 attrazioni dal sapore unico, con un pizzico di magia fuori dal tempo.

Casina delle Civette

Nella splendida Villa Torlonia, piccolo gioiello situato sulla via Nomentana, è possibile passare una piacevole giornata tra natura e musei. Una piccola oasi nel centro di Roma, luogo di ristoro di moltissimi romani, soprattutto nel weekend. Oltre al Casino Nobile e al Casino dei Principi, segnaliamo la recente apertura dell’incantevole Serra Moresca, affiancata dall’imponente Torre Moresca, al cui interno una volta prendeva vita un elaborato marchingegno in grado di sollevare parte del pavimento, svelando magicamente tavoli e baldacchini.

Ma entrando dall’ingresso principale e seguendo il sentiero che costeggia il lato sinistro della villa, incontrerete il fiore all’occhiello di Villa Torlonia: la Casina delle Civette. Un edificio in stile Liberty unico nel suo genere, che vi trasporterà all’istante in un regno incantato.

La villa fu fatta costruire dal principe Alessandro Torlonia, dapprima come semplice “Capanna Svizzera” in cui rifugiarsi per evadere dalla formalità della residenza principale. In seguito, nei primi anni del 1900, il principe fece apportare aggiunte e modifiche seguendo il suo gusto personale, un lavoro durato anni, che portò allo splendido palazzetto che possiamo visitare tutt’oggi.

Prende il nome dalle magnifiche vetrate presenti al pian terreno, dove sono raffigurate, per l’appunto, delle civette. Fa parte del complesso dei Musei di Roma e al suo interno potrete ammirare numerose opere d’arte, tra esposizioni permanenti e installazioni temporanee, oltre alle bellezze intrinseche dell’edificio, tra affreschi, vetrate e dettagli architettonici mozzafiato.

Cripta dei Cappuccini

A due passi da Piazza Barberini, dove spicca la famosa Fontana del Tritone del Bernini, si cela una delle attrazioni più particolari della capitale. Al civico 27 di via Vittorio Veneto, celebre per la sua esuberante mondanità, si trova infatti una cripta dei frati Cappuccini, costituita da diverse stanze interamente ornate da sculture… molto particolari. Queste infatti sono interamente costituite da ossa umane, appartenute a circa 4000 persone, per lo più frati Cappuccini che nei secoli si sono avvicendati presso il convento.

In cerca di una soluzione per far posto ai frati che nel tempo lasciavano la vita terrena, questi optarono per utilizzare gli scheletri dei defunti per celebrare la vita attraverso la morte, creando opere straordinarie e inquietanti in stile Barocco. Un vero e proprio monito da coloro che non ci sono più, per ricordare ai presenti che “Noi eravamo quello che voi siete, e quello che noi siamo voi sarete”, come indicato all’ingresso della cripta.

La cripta è visitabile dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso alle ore 18:30). Il costo del biglietto è di 8.50€ (ridotto 5.00€ per studenti e over 65), a cui si può aggiungere l’audioguida al costo di 1.50€.

Piccolo Duomo

È probabile che, durante una visita a Roma, vi capiti di passare sul lungotevere Prati, a due passi da Piazza Cavour. Proprio qui, volgendo lo sguardo agli edifici che costeggiano la strada, potreste rimanere abbastanza stupiti dalla presenza di un vero e proprio Duomo in miniatura. È uno dei pochi esempi, insieme alla Basilica di Santa Maria sopra Minerva, di architettura gotica a Roma. 

La chiesa è conosciuta con il nome di Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio e risale ai primi anni del 1900. È infatti una costruzione molto recente, voluta da Victor Jouët, missionario del Sacro Cuore di Gesù.Adiacente alla chiesa, presso la sacrestia, si trova il Museo delle Anime del Purgatorio. Qui sono raccolte testimonianze e documenti che attestano le numerose manifestazioni terrene delle anime del purgatorio, a partire dalla celebre apparizione avvenuta proprio nella sede dell’associazione del Sacro Cuore di Gesù il 2 luglio 1897. In quell’occasione, un’anima si manifestò ai fedeli e rimase impressa sulla parete della cappella.

Galleria Borromini

La magia, si sa,  può manifestarsi in diversi modi. All’interno della Galleria Spada, ospitata nell’omonimo palazzo, è possibile ammirarne un magnifico esempio. Si tratta di un’illusione ottica ad opera di Francesco Borromini, su richiesta di Bernardino Spada, da sempre interessato ai giochi prospettici.

Consiste in un corridoio colonnato che dà l’idea di esser lungo circa 35 metri, ma che in realtà ne raggiunge poco meno di 9. L’incredibile effetto ottico è dovuto alla convergenza del soffitto e della pavimentazione, inclinati l’uno verso l’altro, al termine dei quali è possibile ammirare il calco di una statuetta di un guerriero di epoca romana. 

La statuetta ci apparirà molto più grande delle sue dimensioni reali, ma basterà avvicinarsi un po’ per scoprire l’inganno. In questo caso la magia è svelata!

Porta Magica

Se svelare il trucco della prospettiva del Borromini è stato semplice, in questo caso il segreto rimarrà tale. Parliamo della famosa Porta Alchemica o Porta Magica, sita in Piazza Vittorio Emanuele II e delle sue misteriose origini.

La sua storia è così incredibile da risultare difficile da credere. Risale alla metà del 1600 quando, durante una notte d’estate, un pellegrino bussò ai cancelli della Villa Palombara, chiedendo asilo per la notte. Il Marchese Massimiliano Savelli Palombara accolse l’uomo che, invece di dormire, si adoperò tutta la notte nel giardino della villa, alla ricerca di un’erba che lo avrebbe aiutato a completare i suoi esperimenti. Quando al mattino il marchese si recò in giardino, trovò alcune pagliuzze d’oro per terra e nessuna traccia dell’uomo.

La leggenda vuole che quel pellegrino fosse il grande alchimista Francesco Giuseppe Borri e che l’esperimento, pienamente riuscito, avesse lo scopo di creare la tanto agognata pietra filosofale.

Il marchese, trovati alcuni appunti del pellegrino, tentò di decifrarli invano. Fu a quel punto che decise di incidere tutti i simboli trovati nei fogli dell’alchimista sui 5 portali di pietra che si trovavano ad ogni ingresso della sua proprietà. Uno di questi è ancora visibile e perfettamente conservato laddove sorgeva originariamente, all’interno dell’odierna piazza Vittorio Emanuele II.

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