Cosa vedere a Bari: tutta la bellezza di un capoluogo magnifico

Il capoluogo pugliese di Bari da circa vent’anni ha conosciuto una fase di rinascita: in questi ultimi anni, infatti, il centro è stato interamente restaurato ed è ora avvolto da un’atmosfera suggestiva e stimolante, anche se la città, che in passato aveva passato degli anni molto difficili, non ha ancora completato la sua transizione a città turistica a 360 gradi, anche se le sue maestranze in mente progetti ambiziosi per tramutarsi in una sorta di “nuova” Barcellona, sfruttando il potere di attrazione del suo mare, della sua storia e della sua architettura per attirare flussi turistici sempre più maggiori da tutto il mondo. Bari è una città molto antica, le cui origini affondano le proprie radici agli albori dell’età del bronzo, e in virtù della sua posizione geografica, ha sempre potuto vantare una posizione di privilegio e di rilevanza nel corso dei secoli. Andiamo a scoprire assieme alcune delle attrazioni che rendono speciale il capoluogo pugliese.

 

La città

Bari

Pur essendo una città di grandi dimensioni, ci si può muovere a Bari senza alcun disagio, poiché è suddivisa in tre parti ben distinte tra loro: a nord si estende la famosa “Bari vecchia”, il centro storico, che occupa la piccola penisola compresa tra il Porto Vecchio e il Porto Grande. A sud si sviluppa il quartiere murattiano, cuore della città moderna. Oltre i binari della ferrovia e la zona più turistica si espande la periferia, che forma un ampio semicerchio intorno al centro, incorporando inoltre i vicini comuni di Modugno e Bitetto. Bari, come abbiamo detto, è una città molto antica: nel III secolo a. C. era già un fiorente ed attivo porto, un centro commerciale di primaria importanza, primato che seppe conservare nell’arco della sua storia, sotto i domini romani, bizantini, normanni, svevi e aragonesi; come anche nei periodi più difficili, come nell’epoche degli attacchi saraceni; oppure sotto il contro degli Angiò, che prostrarono la città con l’imposizione di durissime tasse. In particolare, sotto i domini degli spagnoli e dei borboni Bari visse quella crisi che caratterizzò tutto il meridione d’Italia tra il XVII e il XVIII secolo. Fu a partire dal 1813,  quando con un decreto di Giocchino Murat, cognato di Napoleone e re del Regno delle Due Sicilie, che ebbe inizio la costruzione della città nuova. Lo sviluppo della Bari Nuova si ebbe in varie riprese, a partire da un nucleo centrale di strade rettilinee e parallele fino a giungere alla città che oggi potete visitare. Un’operazione che rappresentò una vera e propria rinascita per il capoluogo pugliese.

 

Bari Vecchia

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Sviluppatasi nella stretta penisola adiacente al porto, Bari vecchia è composta da una fitta ragnatela di vicoli stretti e irregolari che definiscono un’area di dimensioni piuttosto ridotte, ma che racchiude il numero impressionante di 40 chiese e oltre 120 edicole votive. L’ingresso alla città vecchia è rappresentato dall’elegante Piazza del Ferrarese, che deve il proprio nome al mercante Stefano Fabri (originario di Ferrara), vissuto a Bari nel XVII secolo. A sinistra della piazza si può ammirare la Sala di Murat, che ospita mostre di arte contemporanea; mentre a destra si trova il vecchio mercato del pesce al coperto. A nord, la Piazza si apre in Piazza Mercantile, antico centro politico della città vecchia e oggi spazio pubblico di grande rilevanza. Qui si ergono il Palazzo del Sedile, centro di rappresentanza di epoca medievale; e la Colonna della Giustizia, presso la quale venivano legati e frustati i debitori insolventi. Un’attrattiva da non perdere è Palazzo Simi, dal 1999 sede del Centro Operativo per l’Archeologia di Bari, al cui interno si organizzano mostre temporanee di vario genere; e che ospita, al piano terra, una mostra archeologica permanente sulla storia della città.

 

San Sabino e San Nicola

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Gli edifici sacri più importanti ed apprezzati della città sono senz’altro la Cattedrale di San Sabino e la Basilica di San Nicola. La cattedrale fu eretta in epoca bizantina, nel 1034; e fu rasa al suolo per volere di Guglielmo I di Sicilia quando la città si ribellò a lui; l’edificio fu in seguito ricostruito verso la fine del XII secolo, in un semplice stile romanico-pugliese, con un’ampia navata, transetti poco profondi e una cupola alta 35 metri. La Basilica di San Nicola, invece, vanta delle dimensioni ben differenti: infatti si estende a cavallo di quattro piazze, note come “Corti del Catapano” perché si ritiene che un tempo il palazzo del “Catapano”, l’antico governatore bizantino, sorgesse proprio qui. La Basilica di San Nicola fu eretta tra il 1087 e il 1097 per custodire le spoglie mortali di San Nicola, che nel 1087 sessantadue marinai baresi erano riusciti a trafugare a Mira, in Licia, e a trasportare in Italia. Quando le reliquie arrivarono a Bari, l’abate Elia iniziò la costruzione di una nuova Chiesa. La Basilica assunse una rilevanza così importante, e il Santo era così venerato, che Guglielmo I il Malo risparmiò l’edificio nel 1156, a differenza, come abbiamo visto, della Cattedrale, che ebbe ben altre fortune.

 

Castello Normanno-Svevo

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Appena fuori Bari vecchia si erge il grande Castello Normanno Svevo, uno degli edifici più simbolici della città. Edificato in epoca romana a scopi difensivi, nell’XI secolo fu rapidamente incorporato dai bizantini in un più complesso sistema di fortificazione; sotto i normanni, in particolare sotto il regno di Ruggero, i castelli pugliesi assunsero anche una funzione simbolico di controllo un vero e proprio marchio del potere imperiale. Tuttavia, quello che resta del Castello oggi è un ricordo lontano dell’edificio normanno, poiché la demolizione generale di Guglielmo I non lo risparmiò: il castello fu ridotto a poco più di un rudere. Il complesso attuale è la ricostruzione del 1233-1240, dovuta all’imperatore Federico II, e al lavoro dell’architetto Guido del Vasto. Durante le Crociate, il castello fu utilizzato come ricovero per i cavalieri in partenza e in arrivo dalla Terra Santa. Successivamente il castello passò a Ferrante d’Aragona, quando Bari entrò a far parte del suo dominio regio. La struttura visibile oggi risale interamente all’inizio del XVI secolo, epoca in cui Isabella d’Aragona fece del castello il centro della propria corte, trasformandolo in una lussuosa dimora fortificata, meta di letterati, artisti e potenti uomini di corte, e rimaneggiandone l’architettura in stile rinascimentale, similmente a questo accade al Castello Sforzesco di Milano, della cui famiglia Isabella era membro. Nell’Ottocento, il castello fu adibito dai Borboni a fortezza e prigione; poi divenne caserma per la fanteria e gendarmeria. Nel 2009 è stato dotato di un nuovo impianto di illuminazione, progettato dall’ingegnere barese Antonio Vernole, che consente di ammirare e di distinguere anche di sera gli elementi architettonici più caratteristici e affascinanti dell’edificio, come la sua cinta bastionata dal Castello vero e proprio.

 

Quartiere Murattiano

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Il Quartiere Murat (dal nome del suo fondatore, il generale Gioacchino Murat, cognato di Napoleone) costituisce l’attuale parte nuova del centro urbano, posta tra due estremi che sono Corso Vittorio Emanuele II e Piazza della Libertà. I suoi caratterstici ampi viali, le strade rettilinee, i balconi lavorati e gli eleganti decori in ferro battuto sono tipici dell’art nouveau. La via principale del quartiere è Corso Cavour, lungo il quale si trova lo storico Teatro Petruzzelli; mentre in via Imbriani conserva  alcuni splendidi esempi dello stile Liberty di cui il capoluogo barese fu eminente esponente a cavallo del Novecento. Assieme al Teatro Petruzzelli, il Politeama Margherita, il Teatro Comunale Niccolò Piccinini e il Palazzo del Governo sono i più celebri edifici neoclassici dell’epoca di Murat.  Le attività culturali si concentrano principalmente intorno a tre strutture: il maestoso Palazzo Ateneo che ospita l’Università degli Studi, il Monastero di Santa Scolastica, sede del Museo Archeologico Provinciale, e la Cittadella della Cultura. Parlando di attività culturali, non si può non menzionare la Pinacoteca Metropolitana di Bari, una delle mostre stabili di arte figurativa più importanti in Italia, ospitata presso la sede storica del Palazzo della Provincia, collocato nella splendida cornice del Lungomare Nazario Sauro: un altro straordinario scorcio di questa città che ha molto da offrire e tanto da scoprire!

 

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