#Italiaontheroad – San Benedetto Po, borgo italiano tra i più belli

San Benedetto Po

Proseguendo, il viaggio di #Italiaontheroad, l’iniziativa di promozione del territorio italiano targata Noleggioauto.it, fa tappa in una località insolita: San Benedetto Po, in provincia di Mantova. Il paese è nato e cresciuto attorno all’edificazione dell’Abbazia di Polirone, un complesso monastico edificato a partire dal primo decennio dell’anno Mille. La zona nel quale si trova questo straordinario capolavoro di architettura è quella cosiddetta dell’Oltrepo Mantovano, una striscia di territorio ai confini meridionali della Lombardia, appartenenti alla provincia di Mantova, che segue il percorso del fiume Po da Reggio Emilia fino a Rovigo. Andiamo alla scoperta di questo territorio piuttosto grande e pure poco noto in compagnia dell’Ufficio Turistico di San Benedetto Po, presente anche su Twitter e Facebook.

San Benedetto Po

On the road: cosa è assolutamente vietato perdersi una volta saliti in macchina?
San Benedetto Po (MN), uno dei Borghi più belli d’Italia, si trova nell’Oltrepò Mantovano, un territorio esteso su una superficie di 705 chilometri quadrati, racchiuso tra l’Emilia e il Veneto. Giunti in questo ricco lembo di terra è assolutamente vietato perdersi una visita al maestoso Complesso Monastico Polironiano, fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa, nonno della celebre contessa Matilde, sull’isola che si trovava tra i fiumi Po e Lirone. Il monastero ebbe un ruolo fondamentale nella storia del monachesimo per l’impegno religioso, politico e culturale fino a che nel 1797 fu soppresso da Napoleone Bonaparte.

scalone ingresso

L’esperto suggerisce: un tesoro nascosto che purtroppo solo i locali conoscono!
All’interno del Monastero Polironiano di San Benedetto Po è possibile ammirare la Chiesta abbaziale, i tre Chiostri (dei Secolari, di San Simeone e di San Benedetto), la Sala del Capitolo, lo Scriptorium, la Biblioteca monastica, il Refettorio monastico, le Cantine cinquecentesche e il Museo Civico Polironiano, uno dei maggiori musei etnografici d’Italia. Oltre mille anni di storia sono sedimentati nelle strutture di questo complesso monumentale.

San Benedetto Po

Consigli sulla viabilità: quali sono le strade più panoramiche da percorrere e quali invece da evitare per il traffico?
I dintorni di San Benedetto Po sono caratterizzati dalla presenza di oratori, ville abbaziali, pievi matildiche, caseifici e numerose corti agricole, dove la preziosa opera di bonifica dei monaci è ancora oggi visibile. Questo territorio, grazie alla tranquillità e alla pressoché totale assenza di traffico, si presta ottimamente ad escursioni in bicicletta. E’ possibile, tra gli altri, effettuare un itinerario nelle frazioni del paese, alla scoperta di quelle che erano le antiche corti monastiche che costituivano la base economica del cenobio: Mirasole, San Siro, Valverde, Bugno Martino, Bardelle, Zovo e Portiolo. I percorsi sugli argini, che proseguono lungo il fiume per oltre 35 km, sono compresi nella rete ciclabile transeuropea “Eurovelo”.
Da segnalare la presenza dell’area attrezzata per la sosta dei camper in via Ruffini a San Benedetto Po, dove è disponibile un servizio gratuito di rifornimento e scarico idrico con funzionamento automatico a fotocellula. In via D’Annunzio, invece, a soli 2 minuti a piedi dal centro storico, è presente un ampio parcheggio gratuito destinato sia alle auto che ai camper.

San Benedetto Po

Se non ora quando?: quali sono i migliori periodi dell’anno per visitare la vostra zona?
San Benedetto Po e il suo territorio offrono molteplici attività ed eventi durante tutto l’anno. Ogni stagione ha una sua particolarità e bellezza. Per questioni climatiche e per frequenza di belle giornate, sicuramente la primavera e l’autunno sono i periodi dell’anno che si prestano meglio per visitare il Borgo e il suo Monastero.

Usi e costumi: quali feste tradizionali o sagre sono assolutamente imperdibili?
Due importanti sagre caratterizzano San Benedetto Po: la “Sagra dell’Asparago”, il secondo fine settimana di maggio, e la “Sagra del Nedar” (anatra in dialetto mantovano), il primo fine settimana di ottobre.
Ogni prima domenica del mese il centro storico è arricchito da “Amarcord”, il mercatino dell’antiquariato e del modernariato.
Inoltre, nel mese di giugno si svolge ogni anno “La Voce nel Silenzio – L’Ascolto del tempo nel medioevo”, un percorso di visita sensoriale del Monastero Polironiano tra luci, suoni, profumi e SAPORI.

San Benedetto Po

Pic-nic: quali sono le specialità da gustare solo e soltanto nelle trattorie tipiche?
La vocazione agricola dell’Oltrepò mantovano ha consentito la crescita di numerose colture tipiche, come la zucca, il melone, la cipolla di Sermide, il tartufo e la pera mantovana.
Oltre ai prodotti della terra, principi indiscussi del territorio sono i maiali e i bovini, da cui ne derivano deliziosi insaccati – uno su tutti il Salame mantovano – e formaggi saporiti, in cui primeggia il Parmigiano Reggiano DOP. In una terra attraversata da tanta acqua si trovano in abbondanza i pesci d’acqua dolce, tra cui lucci, carpe, alborelle e gamberi di fiume (in dialetto saltarei) e il riso, elemento di congiunzione tra terra e acqua. Ad esaltare il sapore delle specialità gastronomiche locali (tortelli di zucca, risotto alla pilota, tagliatelle all’anatra, risotto con asparagi, stracotto d’asino, luccio in salsa) ci pensa il vino tipico di questa zona, il Lambrusco Mantovano DOP. Da non dimenticare le dolci delizie mantovane: la Sbrisolona, la torta di tagliatelle, l’Helvetia, il Bussolano e l’Anello di Monaco.

Ultima offerta: una particolarità che nessun’altra regione italiana può vantare!
L’Oltrepò Mantovano, e in particolare San Benedetto Po, rappresenta un preciso contesto paesaggistico e culturale i cui tratti salienti sono riconducibili al secolare rapporto dell’uomo con l’acqua (testimoniato dalle potenti arginature del Po e del Secchia e dai numerosi impianti di bonifica sorti in corrispondenza dei principali nodi idraulici), alla figura di Matilde di Canossa, ai fortilizi, ai palazzi e alle corti rurali Gonzaghesche e all’agricoltura che tanto profondamente ha plasmato il paesaggio e influenzato la sontuosa cucina locale.

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