Paese che vai, dolce di Natale che trovi

Dicembre è il momento perfetto per concedersi una vacanza in giro per l’Europa. Le strade si illuminano a festa, i mercatini di Natale colorano le piazze e l’atmosfera si riempie di magia e tradizione. Ed è proprio la tradizione uno dei segreti del Natale: ogni paese ha i suoi riti, ogni pasto i suoi dolci di Natale. Se qui in Italia la fanno da padrone frutta secca, panettone, pandoro e torroni vari, cosa dovreste assaggiare se siete in vacanza all’estero?

 

Portogallo: Bolo Rei

Avete deciso di passare qualche giorno a Lisbona o magari Porto? Allora dovete provare il Bolo Rei, un dolce a forma di ciambella che ricorda vagamente una corona (da qui il nome che vuol dire Torta del re) e che da tradizione rimanda ai re più famosi del Natale, i re Magi. La torta prende infatti un bel colorito oro, mentre i grossi pezzi di canditi che trovate all’interno rappresentano i doni portati al Bambin Gesù. Secondo la tradizione chi trova il fagiolo nascosto all’interno del dolce dovrà pagare per quello dell’anno successivo. Sperate quindi di non trovarlo, altrimenti vi toccherà tornare anche il Natale successivo!

Francia: Galette des rois

Nel periodo natalizio, passeggiando in qualunque città francese sarà impossibile non notare questo buonissimo dolce esposto nelle vetrine delle boulangerie, completo di corona di cartone dorato. Si mangia accompagnato da marmellate o in preparazioni diverse come crema frangipane, salsa di mele o cioccolata.

Da tradizione nell’impasto si nasconde una fava, o una piccola immagine di un re, e la persona che la trova viene dichiarata il re della giornata e può indossare la coroncina solitamente venduta insieme alla torta. La tradizione prevede anche che il bambino più piccolo vada sotto al tavolo al momento del taglio, sarà poi lui a decidere a chi capiterà ogni singola fetta, in modo che nessuno possa barare e prendersi quella con il re (o chissà, la più grande).

Belgio: Speculoos

Gli speculoos sono biscotti alla cannella, preparati tradizionalmente per la festa di San Nicola. Intorno all’origine del nome c’è un vero e proprio mistero non ancora risolto: per alcuni deriva dal latino speculum che significa specchio; altri credono derivi invece da un altro termine latino, species, nel suo significato di spezie; per altri ancora proviene dalle formine tipiche che si usano per dare la forma a questi biscotti, solitamente intagliati nel legno, che venendo leggermente premuti sulla pasta del biscotto la incidono “specularmente”.

Oggi in Belgio è facile reperire gli speculoos tutto l’anno ed è una di quelle cose che bisogna provare se vi trovate lì. Tutti i forni hanno la propria ricetta, potete impegnarvi a scoprire qual è la migliore, non ve ne pentirete.

P.s.: Esiste una crema di speculoos spalmabile in vasetto, se proprio non potete farne a meno. Sembra burro di arachidi, ma contiene tutto il sapore originale dei biscotti.

Spagna: torrone di Jijona

In Spagna la tradizione dei torroni è molto forte. Ogni regione ha la sua versione, tutte diverse tra loro e tutte molto buone e particolari. Il torrone di Jijona è tipico della provincia di Alicante, ma potete trovarlo facilmente in giro per tutta la Spagna. Si caratterizza per un gusto dolce e una consistenza  a metà tra il torrone alla mandorla – comune anche in Italia – e una caramella mou. Si ottiene a partire da una miscela di mandorle tostate mescolate con albume d’uovo e miele.

Se vi trovate dalle parti di Jijona non potete mancare una visita al Museo del Turron, dove si raccolgono la storia e la teconologia utilizzata per preparare il famoso torrone. Durante il periodo pre-natalizio, inoltre, è possibile osservare come avviene la lavorazione del torrone nella fabbrica da vetrate al piano superiore.

Inghilterra e Irlanda: Christmas pudding

 

Dentro al Christmas pudding c’è tutto e il contrario di tutto. Assomiglia un po’ ad un panettone, ma il termine più corretto per chiamarlo in italiano è forse “pasticcio”. Al suo interno ci sono farina, zucchero, burro, frutta secca, frutta disidratata, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, melassa, birra scura e tanto brandy. Un altro ingrediente fondamentale è il grasso di origine animale: la ricetta moderna prevede si utilizzi grasso di rognone, questo perché la prima ricetta del pudding, nata intorno al 400 d.C., serviva per conservare meglio ciò che restava della macellazione degli animali, sfruttando il potere conservativo della frutta.

Come avrete capito non è il tipico dolce delle feste. Il Christmas pudding ha un gusto particolare e ogni famiglia ha la sua versione. Se avete amici o parenti inglesi provate la loro versione e magari fatevi dare la ricetta, altrimenti a dicembre i supermercati inglesi sono pieni di versioni preconfezionate. Non sarà lo stesso che vederselo servito flambé il giorno di Natale, ma è sicuramente una di quelle cose da provare se vi trovate nel Regno Unito in questo periodo.

Scandinavia: Pepparkakor

I Pepparkakor altro non sono che i tipici profumatissimi e speziatissimi biscotti svedesi. Fatti con burro, zucchero, melassa, ma soprattutto zenzero e cannella, è dal XII secolo che questi biscotti deliziano i cittadini svedesi che durante il periodo di Natale li preparano a casa in tutte le forme possibili. L’usanza prevede di lasciarne qualcuno per addobare l’albero e le finestre di casa, magari a forma di stella. I Pepparkakor vengono mangiati per tutto il periodo delle feste, principalmente il 13 dicembre, giornata in cui si celebra Santa Lucia. Il modo più sfizioso di consumare i Pepparkakor è quello di accompagnarli ad un bel bicchiere di Glogg, la bevanda tipica delle Feste svedesi.

I Pepparkakor sono diffusi in tutta la Svezia e sono i veri protagonisti dell’Avvento a Stoccolma. Se vi trovate nella capitale svedese durante il periodo delle feste il vostro naso potrà scoprire come a creare un clima particolarmente natalizio non siano solo i tetti imbiancati, le luci di natale che decorano le strade, ma anche l’inconfondibile odore di cannella e zenzero.

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