California Dreamin’: da Los Angeles a San Francisco lungo la West Coast!

Km: 766 (476 miglia)

Benzina: 82 dollari (ca. 62 euro)

Durata viaggio: tra 5-10 giorni.

Ci sono posti che vanno visti, e basta.

E poi ci sono posti che vanno visti armati di quattro ruote. O due al massimo.

La California è uno di questi; anzi, è il posto: un po’ perché le distanze sembrano dilatate e per muoversi ci vorrebbero ore; un po’ perché fa cool, e qui il cool è di casa.

Su questa lunga fetta di terra baciata dalla fortuna, tutto nasce prima, viene elaborato e in caso offerto al resto del mondo come modello di vita: la febbre dell’oro del 1849; il cinema e lo star system che scelsero la sua luce abbagliante per risparmiare; la Silicon Valley dove nerd brufolosi decidono di cosa non sapremo più fare a meno; lo sguardo per forza di cose proiettato ad Est invece che a Ovest, in anticipo di un secolo sul resto del mondo.

Il mio viaggio sulla costa della California è partito dall’inferno di Los Angeles, ha accarezzato l’oceano lungo la Pacific Highway 1 ed è terminato nell’angelica San Francisco.

Sono stato un turista tipico, ma ho anche vagabondato alla ricerca di sorprese e contraddizioni: ho preso sòle, ma anche provato cose che noi italiani non possiamo neanche immaginare!

Lost in Los Angeles: cinque cose da fare dopo aver fatto i turisti.

Ricordate l’inizio di Una giornata di ordinaria follia?

Michael Douglas, nel mezzo di un ingorgo di lamiere di cui non vede la fine, va fuori di testa.

Siamo a Los Angeles.

Una giungla, secondo Kerouac; una giungla di plastica, per Andy Warhol, dove tutto ciò che è inusuale e un po’ pazzoide va alla grande, e dove imbattersi in qualcosa di inaspettato ma terribilmente divertente è quasi troppo facile.

Una volta finito di fare shopping lungo Rodeo Drive, ammirati i capolavori del Getty Center, scorrazzato per la spiaggia di Venice Beach, calpestato la storia del cinema negli Universal Studios e preso un frappè con Topolino a Disneyworld, eccovi cinque cose che i turisti di solito non fanno, e forse sbagliano:


1. Living la Lucha Loca

La sala è satura di sudore e tacos, centinaia di latinos ululano improperi verso il ring dove due buffoni mascherati se le danno di santa ragione. Io sono l’unico bianco caucasico, e chiaramente non ci sto capendo niente. Mai sentito parlare di Lucha Libre, la lotta libera di origine messicana?

Più gioioso ed autentico del Wrestling, questo rocambolesco circo di calci e pugni ha trovato terreno fertilissimo nella città dello show-business. Al Club Mayan, un locale art-decò in salsa pre-colombiana, va in scena una versione ancora più scombussolata: il Lucha VaVoom, un mix di comedy-burlesque e Bud Spencer-Terence Hill.

All’ingresso avevo il sopracciglio scettico, chè il Wrestling proprio non lo capisco.

Dopo dieci minuti ero sulle punte dei piedi e pregavo Misterioso la Parka di finire quel buffone del Gringo Loco!

2. Roscoe, Pollo, Waffles e Obama-Special! 

Pensare che pollo fritto e waffles non stiano bene nello stesso piatto è pensare ordinario.

Ma a Los Angeles non funziona così, e infatti Roscoe’s House of Chicken and Waffles ha creato una fortuna su questa stramba accoppiata di cibo, tanto da farne il proprio nome.

Traffico

Vi presentiamo le città con il traffico più congestionato al mondo

Ai suoi tavoli si accomodano i locali di ogni etnia, genere e portafoglio, e non è raro trovarsi gomito a gomito con qualche premio Oscar di passaggio. Perfino Obama, in barba al salutismo della first lady, si è rimpinzato di questa deliziosa, ipercalorica e improbabile ricetta. A lui, ovviamente, poi hanno dedicato un nuovo piatto, l’Obama Special. A me no.

3. Ami l’umami?

L’umami non è dolce, non è salato, non è amaro e non è sapido, ma tutti questi insieme.

I giapponesi lo chiamano il quinto sapore, io lo chiamo quel non so che caratteristico dei loro piatti. Da Umami Burger, quel non so che è a forma di panino, e non credo ci sia altro posto al mondo dove provarlo. Al primo morso non ci ho capito nulla. Eppure ne ho voluto ancora, molto altro ancora. C’aveva un non so che di irresistibile…

4. Mulholland Scenic Parkway and Corridor (di Domenica)

David Lynch gli ha dedicato il suo film più famoso, io una giornata lungo le sue eclettiche 55 miglia. Mulholland Road è un po’ di tutto: prima accarezza le ville multimilionarie delle star sulle Hollywood Hills, poi si spoglia della mondanità e s’inerpica come una mulattiera tra le colline del Topanga State Park, regalando alcune delle più belle viste sulla città. Da fare rigorosamente di domenica per non impazzire nel traffico come Michael Douglas.

5. Watts Towers (di Sabato)

Se l’eccentricità avesse un monumento, sarebbe questo: le Torri Watts sono il misterioso parto della mente e delle braccia del manovale SabatoSam” Rodia, un povero emigrante italiano che di punto in bianco decise di costruire un non-sense-scultorico costituito da 17 strutture interconnesse alte fino a 30 metri, e rivestirle di circa 70.000 conchiglie, vetri colorati e frammenti di ceramica. Ci impiegò 33 anni del suo tempo libero e lo chiamò Nuestro Pueblo, perché fosse di tutti. Con 7 dollari di biglietto che vengono utilizzati per il mantenimento, è diventato anche un po’ mio.

La luciferina Città degli Angeli è alle spalle. Ora è tempo di on the road.

Vieni anche tu sulla Pacific Highway 1, una delle strade più spettacolari del mondo?

Consigli utili per viaggiatori a quattro ruote:

–        Noleggiare la vettura in aeroporto potrebbe costare qualche penny in più, ma vi fa risparmiare molto tempo: i mezzi pubblici per raggiungere il centro sono lenti e affollati.

–        Los Angeles è immensa e ci si muove sempre in macchina. Quindi a differenza di altre città non è fondamentale alloggiare in centro, tra l’altro bruttino: per risparmiare ci si può spostare un po’ più in periferia, magari in un motel dove cavarsela con una 30ina di dollari a notte.

–        Negli alberghi più quotati è previsto il valet parking ogni volta che prelevate la macchina. Costa, e anche un bel po’, quindi calcolatelo nella scelta del vostro hotel.

–        Occhio ai parcheggi: sono piuttosto cari e i vigili vigilano. Le strisce rosse indicano divieto; le verdi consentono 20 minuti di parcheggio; bianche o gialle vietano il parcheggio ma permetto sono la sosta.

–        Guidare sulle freeways è facile e anche spassoso, quando non finite imbottigliati nel traffico. Possono arrivare fino a 6 corsie e si può sorpassare su entrambi i lati. A volte la prima corsia a sinistra è riservata alle pool cars (cioè con più di 2 occupanti), e per questo scorre sempre più veloce.

Cerca subito le tariffe migliori per noleggiare un’auto in California e comincia a pianificare il tuo California Dream!

di Andrea Cavalieri

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