Una giornata a Vicenza: una galleria di capolavori

Vicenza

Quanti in Italia sanno che il capoluogo veneto di Vicenza, quarto per popolazione nella regione, è stato inserito nelle famose liste dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità? Probabilmente non abbastanza, ciononostante Vicenza è una meta molto apprezzata e frequentata di turismo, soprattutto di tipo culturale, il cui interesse è legato soprattutto all’opera di Andrea Palladio (1508-1580), il più importante architetto della Repubblica di Venezia in epoca Rinascimentale, nativo di Vicenza, dove è possibile ammirare, per questo motivo, alcuni tra i suoi edifici più spettacolari; e seguendo il filo della sua opera, inoltrarsi nella città e scoprire tutte le altre sue bellezze. Trascorriamo insieme una giornata a Vicenza, raccontadovi di questi e altri capolavori che non potete assolutamente perdervi!

Palazzo Breganze e Palazzo Thiene

Palazzo Breganze, il cui nome originario è Palazzo Porto in piazza Castello, è un palazzo nobiliare di Vicenza progettato attorno al 1571, attribuito ad Andrea Palladio e rimasto incompiuto. È uno dei due palazzi ideati da Palladio in città per la famiglia dei Porto (l’altro è Palazzo Porto in Contrà Porti) ed è inserito nel patrimonio dell’umanità dell’UNESCO “Città di Vicenza e ville palladiane del Veneto”. Tipico dello stile architettonico del Palladio è la sezione frontale dell’edificio, immaginata come una quinta scenografica, uno sfondo ideale alla piazza stessa. Dall’altra parte della piazza è possibile ammirare un altro edificio palladiano, Palazzo Thiene Bonin Longare, questo invece portato a termine da uno degli allievi del Palladio, Vincenzo Scamozzi, alla morte del maestro.

La Cattedrale di Santa Maria Annunciata

Continuando a seguire le orme di Andrea Palladio, non può mancare una visita al luogo di culto più importante di Vicenza, la Cattedrale di Santa Maria Annunciata in Piazza Duomo. La storia di questo edificio è molto lunga e può vantare numerose ricostruzioni e riadattamenti. Risalente già all’epoca del celebre Editto di Costantino del 313 d.C., la chiesa fu ingrandita e ritoccata ancora nel 600, nel 1000, quando era già cattedrale cittadina; ricostruita e ingrandita nel 1117, in seguito a un terremoto che la rase al suolo; ritoccata nel 1236 in seguito a un incursione delle truppe comandate da Federico II di Svevia. Nel Quattrocento, in seguito a una serie di interventi, la chiesa assunse l’aspetto che oggi conosciamo, anche se fino alla seconda metà del Cinquecento la sua costruzione non poteva dirsi compiuta – ed è in questo contesto che si colloca l’opera di Palladio, che progettò prima l’altare maggiore e il sepolcro di Girolamo Bencucci da Schio, vescovo di Vaison; e, successivamente, il portale settentrionale, la costruzione del tamburo e, soprattutto, quella della cupola.

La Basilica Palladiana

La Basilica Palladiana è il capolavoro vicentino per eccellenza, non soltanto inserito nell’elenco UNESCO ma anche in quello dei Monumenti Nazionali della Camera e del Senato della Repubblica. Sito in Piazza dei Signori, la basilica è il rifacimento, da parte del Palladio, del quattrocentesco Palazzo della Ragione, l’edificio adibito allo svolgimento della pubblica amministrazione della vita cittadina. Celebre del rifacimento palladiano è l’aggiunta, alla preesistente costruzione gotica, le celebri logge in marmo bianco a serliane. L’appellativo di “Basilica” fu attribuito all’edificio dal Palladio stesso, in omaggio alle strutture della Roma antica, dove nella basilica si discuteva di politica e si trattavano affari. Alle spalle della Basilica si trova la Torre Bissara, uno degli edifici più alti della città, con i suoi 82 metri di altezza, e risalente al 1174.

Palazzo Chiericati

Altra importante tappa è Palazzo Chiericati in Piazza Matteotti, sede della civica. Anche questo palazzo fu anticamente un palazzo nobiliare, in questo caso dimora dei conti Chiericati, mecenati e sostenitori del giovane Palladio; proprio a lui fu affidata la progettazione anche di questo edificio, inserito nell’elenco UNESCO delle Ville Palladiane. Il palazzo fu costruito a partire dal 1551 e fu terminato solo al termine del Seicento, fu acquistato nel 1839 e fu sede storica, dal 1855, del Museo Civico cittadino. All’interno della Pinacoteca, in seguito a numerosi lasciti, è possibile ammirare una raccolta davvero ricca di capolavori di arte pittorica, che può vantare tra i suoi autori Tintoretto, Paolo Veronese, Van Dyck, Tiepolo e artisti moderni e contemporanei del calibro di Carrà, De Pisis, Manet e Picasso – e la lista sarebbe ancora lunga…

La Rotonda

Villa Almerico Capra detta La Rotonda (conosciuta anche come Villa Capra Valmarana) si trova a ridosso della città di Vicenza, poco discosta dalla strada della Riviera Berica. Fatta costruire dal canonico Paolo Almerico, di ritorno a Vicenza dopo una brillante carriera presso la corte papale, che la commissionò ad Andrea Palladio a partire dal 1566 e fu completata dai due fratelli Mario e Odorico Capra che acquisirono l’edificio nel 1591. La Rotonda è uno dei più celebri edifici della storia dell’architettura dell’epoca moderna ed è una delle più famose ville del Palladio, parte anch’essa dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Rivoluzionario, in questo edificio, è l’uso della cupola, applicata per la prima volta a un edificio di abitazione, ispirato al Pantheon romano; più in generale, l’edificio rappresenta un modello ideale dell’architettura palladiana.

Chiesa di Santa Corona

Il complesso domenicano di Santa Corona è uno dei luoghi di maggior interesse artistico di Vicenza. Qui venne sepolto  Andrea Palladio nella tomba di famiglia della moglie. Adiacente a essa si trova la cappella gentilizia della famiglia Valmarana, una delle rare testimonianze al di fuori del territorio veneziano dell’architettura religiosa di Palladio, riproponendo i caratteri architettonici delle cappelle laterali della Chiesa del Redentore a Venezia. La chiesa fu eretta per volontà del Comune di Vicenza che, nell’ottobre del 1260, decise di far erigere un grande tempio per custodire una delle spine della corona di Cristo che il beato Bartolomeo da Breganze, vescovo di Vicenza dal 1259 al 1270, aveva ricevuto in dono dal re Luigi IX di Francia a Parigi. Durante il Quattrocento e per almeno tre secoli, la chiesa ha rappresentato un luogo simbolico di sepoltura della nobiltà cittadina.

Il Santuario della Madonna di Monte Berico

La costruzione di questo Santuario, posto in posizione panoramica rispetto alla città, nelle prime propaggini dei Colli Berici, è, secondo la tradizione, collegata a due apparizioni della Madonna cui avrebbe assistito una contadina di Sovizzo di nome Vincenza Pasini, rispettivamente nel 1426 e nel 1428. La forma che è possibile ammirare oggi è il risultato dell’integrazione di due chiese: una prima, quattrocentesca, in stile gotico; e una seconda, risalente alla seconda metà del Seicento, dalle forme barocche. Lungo il corso del progetto, che è durato fino al Novecento, hanno anche partecipato Lorenzo da Bologna, che progetto la sacristia e la la cappella maggiore con il coro (demolito nel 1824 per far posto al nuovo campanile); e Andrea Palladio, che negli anni 1578-79 operò una aggiunta classica, a pianta quadrata di 12 m per lato, al lato nord della chiesa gotica del Quattrocento, per creare lo spazio sufficiente a ospitare i pellegrini che si recavano al santuario. Il Santuario rappresenta il più importante riferimento religioso del vicentino e la Madonna di Monte Berico, dal 1978, è la patrona di Vicenza e della diocesi vicentina.

Il “Gioiello di Vicenza”

Chiudiamo con uno dei simboli più importanti e particolare della città di Vicenza: il Gioiello di Vicenza, un modello della città, realizzato in placche d’argento su supporto di legno nel 1578. L’opera è attribuita al mastro orafo Giorgio Capobianco, su progetto di Andrea Palladio stesso, come ex voto dei cittadini offerto alla Madonna di Monte Berico per scongiurare l’epidemia di peste. Il governo napoleonico nel 1797 distrusse il modellino. Tuttavia, sei dipinti conservati raffiguranti San Vincenzo recante in mano il prezioso modellino, hanno conservato la memoria di questo capolavoro perduto. In particolare, i dipinti hanno il merito di raffigurare il Gioiello da punti di vista differenti. Nel 2010 un Comitato presieduto dallo storico dell’arte Davide Fiore ha indetto un concorso per ricostruire il Gioiello. Tra il 2011 e il 2012 l’iniziativa “Trasforma il tuo Vecchio Argento in Storia” ha visto i vicentini donare 65 chilogrammi di argento per la ricostruzione del loro simbolo. Nell’aprile del 2012 è iniziata la ricostruzione del Gioiello a opera dell’argentiere vicentino Carlo Rossi, con l’utilizzo di secolari tecniche artigianali. Il 7 settembre 2013 il Gioiello di Vicenza è stato riconsegnato ai cittadini in occasione della tradizionale processione verso il santuario di Monte Berico.

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