La bellezza e i fasti ducali di Parma

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Parma, capoluogo emiliano di quasi duecentomila abitanti, è una città nota a livello europeo per la qualità della vita che è in grado di offrire; nonché per la sua lunghissima storia, di lontanissima origine, ma che l’ha vista in particolare protagonista durante il medioevo, in particolare come teatro di scontri prima tra Federico Barbarossa e la cosiddetta Lega Lombarda, che riuniva sotto la stessa egida 30 municipalità del nord Italia (tra cui, appunto, anche Parma); e in seguito nel corso del celebre conflitto tra Guelfi e Ghibellini, tra sostenitori del papato e quelli dell’impero svevo, al cui termine seguì la dominazione della famiglia dei Visconti, degli Sforza e dei francesi. Nel 1545, al seguito della cacciata dei francesi, nacque il Ducato di Parma, sotto l’egida della famiglia Farnese prima e dei Borbone-Parma poi; divenendo, negli anni, una delle città più importanti e ricche d’Italia e in seguito d’Europa. Fu l’annessione alla Francia napoleonica a porre fine a questo florido periodo di grandezza. Ciononostante, anche negli anni a venire, Parma rimase un luogo di riferimento per i grandi movimenti storici e le trasformazioni in atto in tutto il nord Italia; di cui la città conserva con gran cura e orgoglio le testimonianze, alcune delle quali sono tra le più importanti attrazioni da visitare quando si giunge in città.

 

Duomo di Parma

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La cattedrale di Santa Maria Assunta è il luogo di culto cattolico più importante di Parma, la chiesa madre della diocesi. Sorge nell’omonima piazza, accanto al Battistero e al Palazzo Vescovile. L’esterno è in stile romanico, con la facciata a capanna, tipica nel nord Italia; e anche al suo interno l’impianto romanico è rimasto, anche se gran parte della parte decorativa interna risale a tardi interventi rinascimentali. Nato come basilica paleocristiana, l’edificio del Duomo fu ricostruito nel IX secolo d.C., e consacrato nel 1106. Nel corso del XV secolo, furono aggiunte le cappelle laterali in stile gotico. Di notevole bellezza e importanza è l’affresco del Correggio, una delle sue opere maggiori, raffigurante l’Assunzione della Vergine, databile al 1530.

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Battistero

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L’edificio destinato al rito battesimale sito accanto al duomo di Parma è considerato come il punto di giunzione tra l’architettura romanica e l’architettura gotica. Completato nel 1270 dopo più di settant’anni di lavori, il Battistero si contraddistingue per il suo esterno ottogonale in marmo rosa di Verona e la sua notevole altezza, prima nel suo genere. Gli elementi che lo compongono sono tutti in stile romanico; tuttavia la loro disposizione è riconosciuta per la sua originalità e la sua riscrittura  “gotica”. All’interno, la decorazione è arricchita dalle sedici nicchie affrescate delle arcate della cupola e il prezioso corredo scultore che comprende il ciclo dei mesi e le storie dell’Antico Testamento. Infine, la struttura architettonica dell’edificio segue una numerologia molto ricca e precisa e fa riferimento agli Apostoli, alle virtù cardinali, agli evangelisti e alle stagioni.

 

Palazzo della Pilotta

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Palazzo della Pilotta, o “La Pilotta”, come viene più comunemente chiamata, è sede del Museo Archeologico, della Galleria Nazionale e della Biblioteca Palatina di Parma. Il palazzo è in realtà un complesso di edifici, collocato tra Piazzale della Pace e il Lungoparma, che deve il suo nome dal gioco della pelota basca, praticato dai soldati spagnoli che lo abitavano, nella parte del cortile del Guazzatoio, detto anticamente “della pelota”. L’edificio è stato costruito attorno al 1580, durante gli ultimi anni del ducato di Ottavio Farnese; e si sviluppa attorno al cosiddetto Corridore, che consiste in un lungo braccio rettilineo che univa la Rocchetta Viscontea al Palazzo Ducale. L’insieme di edifici si sviluppa in tre cortili: quello di San Pietro Martire o “della Pilotta”, quello già menzionato del Guazzatoio e quello “della Racchetta”. Questo insieme di edifici doveva contenere tutti i servizi affiancati alla residenza di Palazzo Ducale, come la scuderia, le abitazioni degli stallieri, il maneggio, eccetera. Con la fine della famiglia Farnese questo edificio grandioso viene dimenticato; e solo con Filippo I di Borbone si ha una sua parziale rinascita dell’edificio, che continuerà fino ai nostri giorni: fra il 1986 ed il 2001, venne portata a termine la riqualificazione del Piazzale della Pace, inserendo l’ampio giardino e la fontana che ricalca il perimetro della ex chiesa di san Pietro, prima sede del Teatro Paganini, distrutto nel ’44 in seguito ai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale.

 

Basilica della Steccata

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La Basilica Magistrale di Santa Maria della Steccata è sede dal 1718 dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, uno dei due grandi ordini militari cattolici sopravvissuti, nonché il più antico. Realizzata tra il 1521 ed il 1539, la Steccata è stata elevata nel 2008 alla dignità di basilica minore. La paternità del particolare progetto a croce greca è tuttora discussa, a eccezione della cupola, la cui realizzazione è riconosciuta e attestata a Antonio da Sangallo il Giovane; così come travagliata è stata la storia della sua decorazione interna, che ebbe però esiti fortunati. Al suo interno, infatti, si possono ammirare alcune opere del Parmigianino, Michelangelo Anselmi e Bernardino Gatti.

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Palazzo Ducale

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Ci spostiamo appena fuori Parma, a Colorno, dove si trova il già menzionato Palazzo Ducale. Edificato originariamente nel 1337 da Azzo da Correggio come struttura di difesa dell’Oltrepò, il Palazzo fu di proprietà delle famiglie dei Correggio e dei Terzi. Tra il XVI e il XVII secolo, la marchesa di Parma, Barbara Sanseverino, ne organizzò la ristrutturazione, trasformandolo nell’attuale dimensione di palazzo e ne fecero la sede di una raffinata corte e di una prestigiosa raccolta di dipinti di Tiziano, Correggio, Mantegna e Raffaello. Dal 1612 fu proprietà dei Farnese; e dal 1731 passò ai Borbone (che ne iniziarono un’importante ristrutturazione da parte di Filippo, fratello di Carlo III), con la morte di Antonio Farnese. Nel 1807 Napoleone ne fece un Palazzo Imperiale e lo fece ristrutturare; nel 1870, in seguito all’acquisto da parte della provincia di Parma, quasi tutto l’arredo mobile della reggia fu trasferito dai Savoia, negli altri vari palazzi di loro proprietà, tra cui il Quirinale a Roma, Palazzo Pitti a Firenze, il Palazzo reale di Torino e la Palazzina di Caccia di Stupinigi. Dotato di 400 stanze (ormai vuote, in seguito agli svuotamenti dei Savoia, alla trasformazione dell’edificio in Ospedale Psichiatrico e alle vicende della Seconda Guerra Mondiale), il palazzo presenta la sua antica bellezza settecentesca, costruita sul calco di Versailles da parte dell’architetto francese Petitot su volontà dei Borboni; e uno stupendo giardino, risalente al 1480 e alla proprietà Sanseverino, poi ridisegnato sullo stile francese ai tempi di Petitot; e su quello inglese nel 1816, durante la proprietà di Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone. Ai nostri giorni, la municipalità di Parma ha provveduto alla ricostruzione del parco recuperando il fasto dell’architettura del periodo farnesiano, ripristinando il parterre centrale, i giochi d’acqua e i berceaux laterali.

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