Palazzo Pitti a Firenze, una visita da sette.

Abbiamo già parlato di Firenze e della sua straordinaria bellezza, che raccoglie plauso e invidia da ogni parte del mondo. Vi avevamo anche promesso che ci saremmo tornati. Ecco, non è passato molto tempo che già vi parliamo di un luogo particolare della città, ingiustamente omesso nell’articolo precedente e a cui vogliamo rendere giustizia. Per la natura, la storia e le dimensioni stesse dell’edificio, gli dedichiamo un articolo ad hoc, pur sapendo che queste poche parole non basteranno a descriverlo fino in fondo. D’altro canto, una visita a Palazzo Pitti ne vale almeno sette. Sei infatti sono i musei ospitati al suo interno, e il Giardino di Boboli è la settima cosa da visitare. Il palazzo, di per sé, vale una visita a sè. Non è che abbiamo sbagliato a contare?

La storia di Palazzo Pitti

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Edificato nel 1457 per volere della famiglia Pitti su disegno di Filippo Brunelleschi, Palazzo Pitti visse molte vite e diverse ristrutturazioni. La costruzione originale includeva solo la parte centrale dell’attuale edificio, riconoscibile dalle sette finestre centrali del primo piano. Per ragioni finanziare, i Pitti dovettero interrompere i lavori nel 1464; e nel 1649 lasciarono anche l’edificio. Nel 1549 il palazzo fu acquistato da Cosimo I de’ Medici e divenne la residenza granducale.  Nel 1560 Bartolommeo Ammannati progettò e realizzò il primo ampiamento, edificando l’ampio e sfarzoso cortile; mentre già dal 1551 si lavorara alla risistemazione dei giardini. Nel 1565 il Vasari costruì il “Corridoio” che collegava il Palazzo di Oltrarno con Palazzo Vecchio, passando per Ponte Vecchio e gli Uffizi. Nel frattempo l’Ammannati ampliò anchel e due ali posteriori del palazzo. Tra il 1616 e il 1631 furono svolti i lavori per l’ampliamento di allungamento del corpo della facciata. L’edificio, in seguito, fu occupato dalla famiglia dei Lorena, quando Francesco I acquistò il Granducato; ed utilizzato principalmente dal figlio Pietro Leopoldo e in seguito anche da Napoleone Bonaparte. Nella seconda metà dell’ottocento, l’edificio divenne proprietà dei Savoia.

 

I sei musei di Palazzo Pitti

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Oggi Palazzo Pitti ospiti alcuni dei più importanti musei di Firenze. L’intera ala sinistra del primo piano è occupata dalla Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali e dalla sua ampia collezione, che comprendono opere di Raffaello, Tiziano, Correggio, Rubens, Piero da Cortona e gli arredi d’epoca del XIX secolo. Nell’ala sinistra, al piano terra e al piano rialzato, troviamo il Museo degli Argenti, la grande collezione di oggetti preziosi appartenuti ai Medici. Al secondo piano di Palazzo Pitti, negli appartamenti che furono della famiglia dei Lorena, si trova la Galleria d’Arte Moderna, una bella collezione di quadri e sculture moderne, principalmente italiani, dal tardo Settecento alla Prima Guerra Mondiale. Il Museo delle Porcellane, già parte del museo degli Argenti, si trova nel Casino del Cavaliere, in cima alla collina di Boboli. La Palazzina della Meridiana, ala di Palazzo Pitti che si affaccia su Giardino di Boboli, ospita invece la Galleria del Costume, è l’unico museo sulla storia della moda in Italia, ripercorrendone la storia degli ultimi 300 anni.

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Il Giardino di Boboli

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Il Giardino di Boboli è un parco monumentale che abbraccia Palazzo Pitti e ospita importanti specie botaniche e pregiate opere di architettura. Il suo modello rappresentò il prototipo di molti dei giardini reali europei. La sua edificazione si snoda dal quattrocento al novecento. I terreni originali erano di proprietà della famiglia Borgolo, da cui deriva il soprannome di “Boboli”. I terreni furono acquistati dalla famiglia Pitti e rilevati dai Medici. Le famiglie granducali continuarono ad arricchire progressivamente le collezioni di statuaria e ad ampliare il Giardino fino all’Ottocento. Oggi, le aree principali del giardino sono la Fontana del Carciofo, da cui accedere all’Anfiteatro e all’Obelisco di Luxor e la Fontana di Nettuno; il maestoso Viottolone alberato che conduce fino a Porta Romana; il punto panoramico del Prato del Cavaliere, costruito sui bastioni michelangioleschi; la verde torre della Coffee House loreniana; e infine l’impressionante complesso architettonico della Grotta dei Buontalenti.

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