La Sardegna in auto

La Sardegna è molto diversa dalla terra che abbiamo imparato a conoscere dalle copertine patinate dei giornali. La mondanità ha cambiato profondamente il volto dell’isola, portando cambiamenti senza precedenti. Lo spirito della Sardegna è paragonabile a un viaggio nella storia e nella tradizione che ha pochi uguali in Italia. Ci sono diversi modi per entrare in contatto con questa realtà, e uno è senza dubbio il viaggio in auto.

La poesia della macchina che corre sulle strade battute dal sole vale più che mai in Sardegna, una terra dove la libertà di un’automobile è in grado di regalare grandissime emozioni. Il mio viaggio è partito da Olbia, dove ho trovato una familiare molto adatta alle mie esigenze cercando su Noleggioauto.it. Volete seguirmi per avere qualche consiglio per passare un’estate un po’ diversa dal solito, lontani dai più comuni circuiti turistici? Continuate a leggere le prossime righe, dove vi aiuterò a scoprire una piccola parte della Sardegna, attraverso un’esperienza che mi ha dato tantissimo a livello personale.

Ozieri

Ozieri non è certamente il prototipo del piccolo paesino che si immagina essere l’emblema dell’entroterra sardo. Ha poco più di 10.000 abitanti, ed è possibile respirarvi quella vitalità protesa tra terra e mare, nel trionfo meraviglioso che è la sinergia tra i due ambienti naturali.

Una delle bellezze di Ozieri (oltre al buonissimo pane!) è senza dubbio il panorama naturale circostante, molto godibile dal centro storico, che rappresenta un luogo di grande impatto soprattutto per gli amanti della fotografia.

Scoprire la Sardegna significa anche entrare in contatto con il fascino di un passato di grande forza comunicativa, e trovarsi a Ozieri rende perciò impossibile non visitare il locale Museo Archeologico, un felicissimo esempio di come le donazioni private abbiano reso concreta la raccolta di importantissimi reperti, soprattutto riguardanti il passato preistorico della zona.

 

Bultei

Procedendo a sud-est raggiungo poi Bultei, una delle tante perle urbane della regione del Goceano, una terra resa aspra dal contrasto tra l’ambiente fluviale e quello montuoso. Bultei è un piccolo comune la cui origine si perde nella complessa storia culturale della Sardegna.

Questo piccolo comune è un ottimo punto di partenza per ammirare le costruzioni nuragiche della regione, e per godere della potenza della natura sarda in un contesto dove non si può far altro che lasciarsi affascinare.

Ovodda

Dopo aver raggiunto quel meraviglioso polmone verde che è il Parco Nazionale del Gennargentu, decido di fermarmi a Ovodda. Il toponimo di questo piccolo borgo si perde nella storia di quella che, assieme al friulano, è l’unica parlata considerata “lingua” nel mosaico dei dialetti locali.

Il punto di attrattiva principale è senza dubbio la Chiesa di San Giorgio, che è un esempio di grandissima efficacia per chi vuole scoprire l’influenza aragonese sulle maestranze artigiane locali.

Ovodda è il tipico paesino tranquillo dell’entroterra sardo, dove passeggiare assaporando la tranquillità delle stradine inerpicate, e degli anziani che, seduti davanti a casa, sono decisamente più efficaci di Facebook!

Il mio viaggio non si è limitato a queste tappe, che ho voluto raccontarvi per aprire uno spiraglio, anche se piccolo, su una Sardegna fatta di sapori, colori e sguardi. Il mio percorso ha toccato poi località come Arzana, Tortolì e Selargius, fino ad arrivare a Cagliari, dove ho poi raggiunto l’isola di Sant’Antioco.

Questa, però, è un’altra storia!

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1 Commento

  • Diventa quasi imprescindibile l’automobile per vivere al meglio la Sardegna. Anche i soli panorami che si possono godere in alcune strade sono indimenticabili. Si conferma il miglior mezzo e quello più scelto nei vari aeroporti per gran parte dei turisti.

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