Viaggio a Catania, sulle orme di Sant’Agata

Catania

Se c’è una figura di un Santo patrono cittadino che incarna e rappresenta in maniera assoluta e indiscussa una località e i sentimenti della sua popolazione, non dovete andarlo a cercare a Napoli, a Padova, a Milano o a Palermo. Certo: San Gennaro, Sant’Antonio, Sant’Ambrogio e Santa Rosalia sono figure fondamentali e amatissime in ciascuna delle città che sono chiamati a proteggere; tuttavia, l’entusiasmo che a Catania gli abitanti riservano a Sant’Agata è davvero imperaggiabile, al limite della maniacalità. La festa a lei dedicata e che si svolge nel mese di febbraio nel capoluogo di provincia siciliano è un evento grandioso spalmato su tre giorni e che raduna in città una folla titanica e festante; un ottimo modo, forse il migliore, per conoscere ed esplorare la città ai piedi del vulcano.

 

La festa di Sant’Agata di Catania

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La festa di sant’Agata è la più importante festa religiosa della città. Si celebra in onore della santa patrona della città annualmente dal 3 al 6 febbraio; e poi ancora nella giornata del 17 agosto. La prima data è coincide con il martirio della Santa, mentre la data di agosto ricorda il ritorno in città delle sue spoglie, dopo che queste furono trafugate e portate a Costantinopoli come bottino di guerra e custodite lì per 86 anni. Dal 3 al 6 febbraio giungono a Catania pellegrini, turisti e curiosi provenienti da tutta la Sicilia. La festa è considerata la terza festa dell’intera cristianità per partecipazione popolare, preceduta soltanto dalla Settimana santa di Siviglia e dalla festa di Corpus Domini di Cuzco, in Perù. Inoltre, la festa di Sant’Agata è stata inserita, insieme con le città tardo barocche del Val di Noto. nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 2002.

 

La festa: il corteo del 3 febbraio

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La prima giornata, il 3 febbraio, inizia con la lunga e solenne processione per l’Offerta della cera che parte dalla Chiesa di Sant’Agata alla Fornace sino alla Basilica Cattedrale. All’alba dell’indomani, giorno 4, i catanesi si recano alla Basilica Cattedrale per il primo incontro con la Santa. Il parroco della Basilica consegna ai devoti la “Vara”, il busto reliquiario dove sono custodite le Sacre Reliquie della Santa, da portare in processione. Sant’Agata viene trasportata dai devoti infagottati nel “sacco” (che probabilmente rimanda alla tunica bianca dell’antico rito in onore di Iside, del cui culto Catania fu sede in antichità) attraversando Porta Uzeda e via Dusmet. Uno dei passaggi più attesi è quello che va da piazza Carlo Alberto sino a piazza Stesicoro, dove Sant’Agata subì il carcere e il martirio. Le migliaia di devoti tirano di corsa il fercolo per tutta la salita dei Cappuccini, fermandosi a metà per rendere omaggio al Sacro Carcere e poi a Sant’Agata la Vetere, prima Cattedrale di Catania e primo luogo di sepoltura della Patrona. Il giro riprende per i quartieri popolari di via Plebiscito, Fortino e S. Cristoforo.

 

La festa: la giornata “clou” del 5 febbraio

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Al tramonto del giorno 5 ha inizio la seconda parte del giro, dentro la Catania antica. Il fercolo procede molto lentamente per via Etnea. Undici “Candelore”parate a festa, espressione delle corporazioni professionali locali, aprono la processione. Il corteo poi si muove verso piazza Borgo per i fuochi d’artificio. Verso le 8,30 del mattino, dopo una notte di processione, il Fercolo si presenta all’appuntamento con il momento della festa tradizionalmente più spettacolare: la cosiddetta “acchianata di San Giuliano”, nella quale la Vara viene tirata di corsa dai devoti lungo la ripida salita pavimentata in basolato lavico. Ci vogliono forti braccia e gambe salde per tirare le tonnellate e tonnellate della “Vara”. Tradizionalmente, farla in un’unica tirata, significa trarne dei buoni auspici per l’intero anno. È il momento più atteso e più sentito. Tra la folla, la confusione e l’entusiasmo dei partecipanti, la Festa di Sant’Agata è uno degli eventi più ricchi, emozionanti, caotici, vibranti e appassionanti al mondo; quando una città davvero prende vita in ogni suo angolo e in ogni persona. Un’esperienza che ti porta via!

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